1.Il termine “postmodernità” è desunto da un testo di Jean-Francois Lyotard (1924-1998), La condizione postmoderna, anno 1979. Lyotard parla della postmodernità come tempo della fine delle grandi “narrazioni”. Scrive Lyotard: “(…) possiamo considerare ‘postmoderna’ l’incredulità nei confronti delle metanarrazioni. Si tratta indubbiamente di un effetto del progresso scientifico; il quale tuttavia presuppone a sua volta l’incredulità. Al disuso del dispositivo metanarrativo di legittimazione corrisponde in particolare la crisi della filosofia metafisica, (…). La funzione narrativa perde i suoi grandi eroi, i grandi pericoli e i grandi fini. Essa si disperde in una nebulosa di elementi linguistici narrativi, (…).” (J.F. Lyotard, La condizione postmoderna. Rapporto sul sapere, tr.it., Milano 1981).
2.Per “grandi narrazioni” si devono intendere tutte quelle interpretazioni veritative della realtà, ovvero la convinzione che è possibile leggere la realtà in maniera esatta e precisa.
3.Se la civiltà cristiana si fondò sul teocentrismo, la modernità sull’antropocentrismo, la postmodernità si fonda sul policentrismo. Dunque la civiltà cristiana riconosce un centro (Dio), la modernità continua a conservare un centro (l’uomo), la postmodernità non riconosce alcun centro di riferimento.
4.Che rapporto c’è tra modernità e postmodernità? La postmodernità è già embrionalmente presente nella modernità. Scrive Gianfranco Morra in Postmodernità o crisi della modernità?: “Il postmoderno non è il superamento del moderno, ma il suo esito nichilistico.” (G.Morra, Il quarto uomo. Postmodernità o crisi della modernità?, Armando, Roma, 2ª ed., 1992, pagg. 19-20). La modernità ha preteso sostituire le certezze di ordine metafisico con certezze di ordine scientifico. La postmodernità, invece, pretende negare il concetto stesso di certezza.
5.Perché è venuta fuori la postmodernità? Per rispondere ci possiamo servire di un’immagine fiabesca, quella dello specchio fatato di Biancaneve e i sette nani. La regina cattiva quando ascolta un verdetto diverso: non è più lei la più bella del reame ma Biancaneve, reagisce mantando in frantumi lo specchio. Così accade con il fallimento della modernità: non potendosi realizzare l’antropocentrismo, invece di ammettere l’errore, si pretende distruggere il reale.
6.Come è costituita la postmodernità? Per rispondere ci possiamo servire di un’altra immagine. La modernità è stata come una fonte avvelenata da cui sono venuti fuori due fiumi altrettanto avvelenati: il fiume del nulla e il fiume del vuoto.
- Il fiume del nulla è l’uccisione della verità: il nichilismo. Per riprendere la metafora della fiaba è il rifiuto del verdetto dello specchio.
- Il fiume del vuoto è l’uccisione dell’essere: l’odio per il reale. Per riprendere la metafora della fiaba è la frantumazione dell specchio.
- Questi due fiumi, del nulla e del vuoto, sfociano in una sorta di mare, che è quello del caos.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Leandro Giannini