1.Ciò che bisogna ricordare di Socrate è che è stato il primo a scoprire filosoficamente la pisché, cioè l’anima. Attenzione: “filosoficamente” perché in realtà l’uomo ne aveva cognizione ma si trattava di una cognizione non specificamente filosofica.
2.Vediamo cosa vuol dire questo. Socrate, affermando che il primo dovere dell’uomo deve essere quello di conoscere se stesso, afferma consequenzialmente che la realtà più importante dell’uomo non è la sua materialità, cioè la sua corporeità, bensì la sua dimensione spirituale…appunto l’anima. Ciò Socrate lo attesta anche con la sua morte. Al di là dei giudizi di merito sulla sua condanna, resta il fatto che egli avrebbe potuto salvare la propria vita se solo avesse accettato l’esilio, invece preferisce morire piuttosto che rinnegare le proprie idee. Dunque, le idee, il pensiero, lo spirito sono realtà più importanti dell’incolumità del corpo.
3.Luois Pasteur (1822-1895) è stato un famoso chimico, il più famoso del XIX secolo. Egli era credente. Si racconta che un giorno un suo allievo gli chiese provocatoriamente: Professore, come fa lei, scienziato di fama mondiale, a credere che l’uomo ha un’anima immortale? Pasteur si limitò a rispondere: E’ proprio la tua domanda che me lo dimostra. Ecco, una risposta come questa è una riposta “socratica”. Solo l’uomo può negare l’esistenza dell’anima, perché egli ha il concetto di anima. L’animale, invece, non può interrogarsi sull’anima, perché non ce l’ha. L’uomo sì. Da qui si capisce perché l’uomo può, giustamente, anteporre i valori spirituali a quelli materiali.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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