Il Dono della Fortezza si distingue dalla Virtù cardinale della Fortezza perché questa è frutto degli sforzi umani, anche se sostenuti dalla Grazia, mentre il Dono della Fortezza è completamente opera dell’azione motrice dello Spirito Santo, al quale la volontà deve docilmente aderire.
C’è però una differenza significativa che individua bene san Tommaso: anche la Virtù della Fortezza ha il compito di irrobustire l’anima affinché sopporti qualsiasi difficoltà o pericolo, ma è il Dono della Fortezza a poter conferire all’anima l’invincibile fiducia di superare ogni difficoltà.
Scrive Giovanni di San Tommaso: “La fortezza naturale o acquisita irrobustisce l’anima affinché sopporti i maggiori travagli e si esponga ai maggiori pericoli (come vediamo in molti eroi pagani), ma non senza un certo tremore o ansietà, nato dalla chiara percezione della debolezza delle proprie forze, che sono le uniche sulle quali si fa affidamento. La fortezza infusa si appoggia certamente all’aiuto divino (che è di per sé onnipotente ed invincibile), però si comporta nel suo esercizio al modo umano, ossia secondo la regola della ragione illuminata dalla fede, che non riesce a togliere del tutto dall’anima il timore e il tremore. Il Dono della Fortezza, invece, le fa sopportare i maggiori mali, la fa esporre ai più inauditi pericoli con grande fiducia e sicurezza, perché lo stesso Spirito santo la muove non mediante il dettame della semplice prudenza, ma mediante l’altissima direzione del dono del consiglio, ossia per mezzi di motivi del tutto divini” (Cit.in A.Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, 331).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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