La carne è triste, ahimé! E ho letto tanti libri
(Stéphane Mallarmé)
Che sorpresa! Pur avendo letto tanti libri…anzi, addirittura tutti…mi ritrovo con la carne triste? Si chiede il celebre poeta Mallarmé.
Si tratta di un’enorme sorpresa, perchè detta in un tempo (la seconda metà del XIX secolo) in cui la cultura (da intendersi non come semplice capacità di giudizio, bensì come possesso di nozioni e conoscenze) si riteneva potesse risolvere ogni problema. Un delirio le cui radici affondavano nel trascorso illuminismo ed erano tutte proiettate verso l’apoteosi della Belle Epoque.
Dunque, come mai, pur avendo letto tutti i libri, ci si può ritrovare con la “carne triste”?
La risposta è che la carne esige ben altro di qualche pagina impolverata, di qualche discorso forbito, o anche di un cannocchiale o di un laboratorio chimico o di una complessa industria meccanica. La carne esige la Verità.
Ma non semplicemente il vero della scienza, che pure è importante. Esige quell’unico Vero che, solo, e capace di riaggiustare e sostenere l’esistere, trasformando ogni tristezza in letizia.
Un Vero che si è rivelato…non semplicemente per farsi leggere, bensì per farsi amare.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Be the first to comment on "APOLOGETICA LEGGENDO: Stéphane Mallarmé (1842-1898)"