SOSTA: In che modo il dramma “Annuncio a Maria”di Paul Claudel è un grande inno alla Divina Maternità di Maria?

1.L’Annuncio a Maria di Paul Claudel (1868-1955) è un dramma centrato attorno ai temi del sacrificio, della sofferenza accettata e della fecondità soprannaturale dell’amore.f

2.La vicenda è ambientata nella Francia medievale. Violaine, giovane donna profondamente religiosa, è promessa sposa di Jacques Hury, che la ama. Prima delle nozze accade che Violaine incontri Pierre de Craon, un costruttore di cattedrali che è affetto da lebbra. Violaine si fa prendere dalla compassione e innocentemente lo bacia. Ma ciò le fa contrarre la lebbra. La sopravenuta malattia rende impossibile il matrimonio programmato. Inoltre, Mara, sorella di Violaine, gelosa di lei ed innamorata anch’ella di Jacques si dà da fare perché non venga celebrata l’unione. Violaine decide così di allontanarsi, di accettare santamente la volontà di Dio e di abbandonarsi totalmente a Lui. Jacques, intanto, finirà con lo sposare Mara. Passano gli anni e Mara ha una bambina, ma la piccola muore. Disperata, la madre tenta l’impossibile, porta il corpicino della piccola dalla sorella e la supplica che interceda presso Dio affinché possa resuscitare. È la notte di Natale. Avviene il miracolo. Mara però non si converte. Anzi, la sua gelosia nei confronti della sorella aumenta. Addirittura ne provoca la morte: Violaine, infatti, viene ritrovata gravemente ferita e muore poco dopo. Prima di morire, Violaine non accusa la sorella, anzi la perdona.

3.Il significato di questo dramma è chiaro: Violaine, pur perdendo tutto (amore umano, matrimonio, salute, bellezza e perfino la vita), acquista una fecondità soprannaturale. Violaine non diventerà madre attraverso la carne, ma madre attraverso il sacrificio, tanto che attraverso di lei una bambina morta ritornerà alla vita.

4.Dunque, il titolo “Annuncio a Maria” non è perché il dramma racconti il Mistero che avvenne a Nazareth, bensì perché esso è csotruito su un parallelismo spirituale con la Vergine Maria. Come Maria accoglie la volontà divina e attraverso il suo fiat permette alla Vita di entrare nel mondo, così Violaine accetta una vocazione dolorosa che diviene misteriosamente sorgente di vita per gli altri.

5.Nell’Atto III, durante la Notte di Natale, quando Violaine tiene fra le braccia la bambina morta di Mara e avviene il miracolo, Claudel fa dire a Violaine: O Mara, un bambino ci è nato! Ecco vi annuncio una grande gioia… Dunquer, l’autore sovrappone volutamente la scenza di Violaine alla Natività.

6.Ma c’è un particolare molto significativo. Gli occhi della bambina risuscitata, prima scuri come quelli della madre Mara, diventano azzurri come quelli di Violaine. Insomma, ciò che è toccato universalmente alla Vergine Maria: Ella non ci ha fisicamente partoriti, ma siamo divenuti tutti figli suoi…e la nostra somiglianza più che alle nostre madri deve realizzarsi in Lei, che è la vera Madre.


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