SOSTA: Cosa s’intende per “etica kantiana e il caso del nano”?

1.Con etica kantiana e il caso del nano ci si riferisce ad un celebre caso francese, il caso definito lancio del nano. In alcuni locali veniva praticato uno spettacolo nel quale una persona affetta da nanismo, opportunamente protetta, veniva lanciata dagli spettatori come parte di una gara. Coloro che, affetti da nanismo, si prestavano a questo lo facevano volontariamente. Ma nel 1995 il Conseil d’État francese ritenne legittimo il divieto dello spettacolo. Ciò perché trasformare una persona in una sorta di proiettile per il divertimento altrui costituiva una lesione della dignità della persona umana, indipendentemente dal suo consenso.

3.Che rapporto c’è tra questo caso e l’etica kantiana? La risposta sta nel fatto che la dignità viene prima della semplice disponibilità individuale. L’uomo ha infatti dei doveri verso se stesso: non può legittimamente considerare la propria persona come una semplice cosa. Ed è per questo che il caso del lancio del nano è diventato un esempio classico nelle discussioni contemporanee su dignità e libertà individuale. Ovviamente, il caso del nano non è un esempio formulato da Kant; come detto, è un caso giuridico contemporaneo che può essere interpretato mediante categorie kantiane.

4.Kant afferma che la dignità deriva dall’obbligo di concepire la persona come fine in sé. Per Kant, l’uomo, in quanto essere razionale e autonomo, possiede una dignità assoluta. Nella Fondazione della metafisica dei costumi formula il celebre imperativo: “Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”. Dunque, applicato al caso del nano, la questione non si può risolvere solo perché il soggetto è consenziente, ciò perché l’uomo ha dei doveri anche verso la propria dignità e quindi verso se stesso.

6.C’è però un’evidente contraddizione nell’etica kantiana, infatti come si fa a parlare di dignità della persona umana, se oggettivamente il concetto di dignità e quindi di natura umana sono inconoscibili in sé? Insomma, il problema dell’etica kantiana è che Kant stesso, demolendo la metafisica nella Critica della ragion pura, toglie tutti i riferimenti oggettivi per fondare la dignità della persona umana. Tant’è vero che il concetto di natura e quindi di essenza spariscono dal suo orizzonte filosofico.

7.Quindi, questa affermazione kantiana, secondo cui l’uomo non possa e non debba disporre di se stesso e non possa e non debba disporre degli altri perché deve considerare la propria vita, come la vita altrui, sempre come fine e mai come mezzo, diventa un’espressione condivisibile sul piano formale, ma sul piano sostanziale ha perso qualsiasi tipo di fondamento.

8.Altra cosa sarebbe se questa stessa affermazione venisse fatta, per esempio, da san Tommaso. Per san Tommaso la moralità non nasce dall’autonomia della volontà razionale, come in Kant, bensì dall’ordine oggettivo del bene fondato sulla natura umana creata da Dio. L’uomo è libero, ma la libertà non crea ciò che è bene. La libertà deve riconoscere e scegliere il bene conforme alla natura razionale dell’uomo, che si può metafisicamente conoscere.

9.Insomma, per Kant la dignità è strettamente collegata all’autonomia della morale. Per san Tommaso, invece, il valore dell’uomo si comprende metafisicamente. L’uomo possiede una natura razionale, è persona, è creatura di Dio ed è ordinato a un fine ultimo che trascende la semplice autodeterminazione.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Be the first to comment on "SOSTA: Cosa s’intende per “etica kantiana e il caso del nano”?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*