A cura di Pierfrancesco Nardini
Domanda: Perché dobbiamo amare Dio?
Risposta: Dobbiamo amare Dio per se stesso, come il sommo Bene, fonte d’ogni nostro bene; e perciò dobbiamo anche amarlo sopra ogni cosa “con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze”.
Questa risposta di San Pio X contiene due concetti che vanno necessariamente tenuti insieme: dobbiamo amare Dio perché Egli è il sommo Bene e dobbiamo amarlo per Se stesso, sopra ogni cosa.
Quest’ultima precisazione è fondamentale. Noi possiamo rivolgerci a Dio perché abbiamo bisogno di qualcosa. Possiamo pregarlo perché siamo malati, perché abbiamo un problema, perché temiamo qualcosa o perché desideriamo una grazia. Non c’è nulla di sbagliato in questo. Cristo stesso ci ha insegnato a chiedere al Padre ciò di cui abbiamo bisogno (Mt 7, 7-11; Lc 11, 9-13).
È evidente però che l’amore verso Dio non può fermarsi qui. Se amassimo Dio solamente per ciò che ci concede, finiremmo per amare solo i Suoi doni e non Lui.
Il vero amore cristiano deve andare oltre: Dio deve essere amato anzitutto perché è Dio, perché è infinitamente buono e degno di essere amato. Perchè ci ha creati e senza di Lui non esisteremmo. Perchè ci ama a tal punto da averci mandato il Suo Figlio prediletto a liberarci dalle catene del peccato.
San Tommaso d’Aquino lo esprime chiaramente: “Dio deve essere amato principalmente e sopra ogni cosa con la carità” (Summa Theologiae, II-II, q. 26, a. 2).
Amare Lui sopra ogni cosa, anche al di sopra di tutto, dei nostri affetti, non significa però che non dobbiamo amare le cose buone della vita. Non significa amare meno tutto il resto. Significa amarlo nel giusto ordine. La famiglia, gli amici, la salute, il lavoro e tutti i beni leciti possono e devono essere amati. Significa invece che nessuno di questi beni può prendere il posto di Dio. E che tutti costoro devono essere amati in Dio.
È d’altronde chiaro che, se Dio occupa il primo posto, anche gli altri beni possono essere amati per ciò che realmente sono, senza trasformarli in idoli dai quali pretendere una felicità che non possono darci.
Non dimentichiamo mai che Dio è il sommo Bene. San Pio X definisce Dio sommo Bene e “fonte d’ogni nostro bene”. Il significato è semplice: tutte le cose veramente buone che possediamo hanno, direttamente o indirettamente, la loro origine in Dio. Ma nessuna di esse è Dio.
Questa è una delle più grandi difficoltà dell’uomo: fermarsi ai beni ricevuti, dimenticando Colui dal quale provengono. Dimenticando, a volte purtroppo proprio non credendo, che provengono da Lui.
È possibile, purtroppo, amare la vita dimenticando Dio che ce l’ha donata. Amare la famiglia più di Dio. Amare il successo, il denaro, il benessere, il piacere, perfino la propria tranquillità più di Dio. Possiamo dire che è possibile, perchè è qualcosa di visto e rivisto. Ma è il vero fine dell’uomo? Quando questo accade, l’ordine viene capovolto: un bene creato prende il posto del Bene supremo. Un bene diventa, appunto, un dio.
Sant’Agostino, dopo aver cercato a lungo la felicità nelle realtà materiali del mondo, arriva a una delle conclusioni più celebri delle Confessioni: “…ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te” (Confessioni, I, 1, 1).
Non si sta dicendo che tutte le realtà terrene siano cattive. Significa che nessuna realtà terrena può soddisfare completamente un uomo creato per Dio.
“Sopra ogni cosa”: San Pio X scrive espressamente che Dio deve essere amato sopra ogni cosa. Ma ben prima e più importante del Santo di Riese lo aveva insegnato Cristo con parole che non lasciano molti margini a interpretazioni distorte: “amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” (Mc, 12, 30). L’aggettivo “tutto” è importante.
Il cristianesimo non chiede di riservare a Dio una piccola parte della nostra esistenza. Non dice: occupati della tua vita e, quando hai tempo, occupati anche di Dio.
Il rapporto è esattamente opposto. Dio deve essere il criterio attraverso cui ordinare tutto il resto, tutta la nostra vita.
Amare Dio sopra ogni cosa significa che, quando nasce un contrasto tra ciò che Dio comanda e ciò che noi desideriamo, è Dio che deve avere il primo posto. “Bisogna obbedire a Dio anzichè agli uomini” ammoniva San Pietro (Atti 5, 29). Ed è proprio qui che si vede quanto lo amiamo. È infatti relativamente facile dire di amare Dio quando la sua volontà coincide con la nostra. Molto più difficile è continuare ad amarlo quando rispettare la sua legge significa rinunciare a qualcosa che desideriamo.
Amare non significa solamente “sentire qualcosa”, come, purtroppo, la cultura contemporanea tende spesso a farci pensare. Ci porta a identificare l’amore con il sentimento: amo qualcuno finché “sento” qualcosa per lui. Trasferita nel rapporto con Dio, questa mentalità diventa un problema: produce infatti una fede basata sulle emozioni. Se provo consolazione, sento Dio vicino; se non provo nulla, penso che Dio sia lontano. Ma l’amore cristiano non può dipendere solamente dallo stato d’animo. Anche questo è in un certo modo qualcosa di materiale, dipendendo dalla nostra mente e dal nostro corpo.
Si deve, e si può, amare Dio anche nell’aridità, nei momenti di sofferenza, nei momenti in cui pregare costa fatica. Anzi, proprio in queste situazioni l’amore può manifestarsi in maniera particolarmente concreta, perché non cerca semplicemente la propria soddisfazione.
L’uomo dei tempi di San Pio X viveva in una società molto diversa dalla nostra. Sono cambiati la tecnologia, il lavoro, i rapporti sociali, i mezzi di comunicazione e perfino il modo di trascorrere il tempo libero. Non è cambiata, però, la natura dell’uomo. E, soprattutto, non è cambiato Dio.
La domanda di San Pio X quindi è attualissima: che cosa amiamo sopra ogni cosa? E la sua risposta non presenta semplicemente un obbligo religioso. Indica anche l’ordine corretto dell’esistenza: Dio al primo posto e ogni altro bene subordinato a Lui.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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