“Ragazza che lavora a maglia” di Giovanni Segantini

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che è importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”, che non solo soddisfa pienamente l’intelligenza con la sua inappuntabile logica, ma anche il cuore con il suo costitutivo e irresistibile fascino. Ed ecco perché le nostre meditazioni devono muovere anche dalla contemplazione della Bellezza, utilizzando quella che si è soliti definire la “Via Pulchritudinis”… appunto: la “Via della Bellezza”, che è il Terzo Sentiero de “Il Cammino dei Tre Sentieri”


Giovanni Segantini (1858-1899), Ragazza che lavora a magliaanno 1888

Il tempo è nell’attesa.

Un’attesa di ciò che è prossimo, ma anche di ciò che è molto di là da venire.

Una giovane ragazza, seduta sul prato, sta tessendo una maglia. Forse starà completando il corredo matrimoniale perché nel suo cuore vi è il desiderio di divenire mamma.

Può darsi che ella ancora non sappia colui che la Provvidenza ha scelto per lei, ma che importa… occorre volere e confidare.

La ragazza approfitta per cucire: le pecore che ha condotto al pascolo hanno bisogno di tempo. E anch’esse sembrano apprezzare la laboriosità della giovane.

La serenità della giornata, il silenzio, la tranquillità della scena, sembrano cristallizzare il tempo. Sembra che tutto sia immobile.

Eppure quel lavoro della ragazza fa capire che il tempo procede, che si lavora per l’attesa, che si sta “creando” qualcosa per il dopo.

Una “creazione” calma, non ansiosa.

Una “creazione”: perché quella ragazza vuole essere se stessa.

Ella vuole già amare ciò che la Provvidenza un giorno le donerà.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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