1.La sofferenza vicaria volontaria è quella che una persona offre consapevolmente a Dio, unendola alla Passione di Cristo per un’intenzione particolare. Questa è la forma classica dell’offerta delle proprie sofferenze.
2.Però Dio, nella sua onnipotenza e provvidenza, può trarre un bene salvifico anche dalle sofferenze non esplicitamente offerte. Le sofferenze degli innocenti, per esempio quelle dei bambini, non sono mai inutili dinanzi a Dio. Egli le può inserire nel suo disegno salvifico.
3.San Tommaso d’Aquino insiste sul fatto che Dio governa il mondo facendo concorrere tutte le cose al bene dei suoi eletti (Cfr. Summa Theologiae, I, questione 22).
4.Nella Salvifici Doloris, Giovanni Paolo II insegna che ogni sofferenza è chiamata ad essere inserita nel mistero di redenzione di Cristo, anche se la pienezza di questa partecipazione si può avere solo quando è vissuta nella fede e nell’unione con Lui.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

La “Salvifici doloris”, in quanto opera di un falso papa promotore e promulgatore di false dottrine e pubblicamente eretico, non è da considerarsi magistero della Chiesa Cattolica.