APOLOGETICA ASSAPORANDO: Del Camembert fuso

1.Una volta chiesero al celebre pittore surrealista Salvator Dalì ove avesse preso l’ispirazione per i suoi “orologi-molli”. Questi rispose dicendo che dopo aver mangiato un Cambert molto forte si era messo filosoficamente a riflettere sulla “mollezza”.

2.Può darsi che la cosa sia andata realmente in questo modo, ma di certo la “mollezza” degli oggetti di Dalì si deve a ben altro. Si deve al fatto che il surrealismo è dissoluzione della realtà, cioè uno sciogliersi di essa in un nulla illogico.

3.D’altronde vi è una chiara differenza tra il surrealismo e la fantasia. Il surrealismo è dissoluzione al fine di distruggere e superare una realtà che si ritiene ingombrante perché limitante una volontà di potenza immaginifica. La fantasia, invece, è conservazione e stupore per il reale, esaltando di essa quella chiave misteriosa che la renda ancora più attraente e appassionante.

4.Potremmo fare questo esempio. Quella surrealista è uno scioglimento che dissolve qualsiasi sapore. È una nullificazione per sostituire all’Ordine, al Bello, alla Logica, il Disordine, il Brutto e la Follia. Quella, invece, fantastica è un ammorbimento (non uno scioglimento) dell’Ordine, della Bellezza e della Logica…un ammorbidimento non per annullare ma per esaltare.

5.Insomma, che-che ne dica Dalì, il surrealismo è la trasformazione di un gusto da saporoso ad indigesto, la fantasia è la trasformazione di un gusto da saporoso ad esaltante…proprio come avviene con un ottimo Camembert…fuso al punto giusto in un antico e “magico” tegamino di terracotta.


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