APOLOGETICA ASSAPORANDO: Una fetta di Stollen

1.Il mistero della nascita di Gesù è enorme…e non solo perché Dio si è fatto uomo, non solo perché dovette adattarsi in una mangiatoia…ma anche perché dovette nascere in mezzo all’amaro del letame.

2.Le stalle, si sa, sono i luoghi che sono; e in quei posti l’odore non è senz’altro dei migliori. Eppure la presenza del Divino dovette mutare tutto. La sporcizia si risolse in una splendente pulizia, così come il cattivo odore si risolse in un attraente profumo.

3.C’è un dolce tedesco, molto diffuso in Sassonia, che può richiamarci questo mistero. È un dolce che nella sua forma vuole richiamare le fasce che avvolsero il Divino Infante. D’altronde letteralmente la parola “Stollen” significa “galleria”, meglio ancora: “cunicolo”. Dunque si tratta di un avvolgere Gesù al fine di proteggerlo, di fatto ricoprirlo.

4.La “protezione” che offre questa prelibatezza è un’apoteosi di dolcezza: mandorle, pasta al burro, uvetta: il tutto ricoperto da uno spesso e omogeneo strato di zucchero a velo.

5.Assaporare una fetta di questo dolce, obbliga a ricordare quanto si deve rendere a Dio, “fasciandolo”, non la sporcizia del peccato ma la purezza dell’amore, non il cattivo odore del vizio ma il profumo della virtù…non l’ amaro della ribellione ma la dolcezza della sottomissione.


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