1.C’è chi afferma che, quando viene offerto uno strudel caldo, anche una casa senza camino sembra averne uno.
2.Immaginiamo una casa in cui ci sia un bel camino acceso. Il fuoco crepita melodiosamente; dalla finestra si scorge il gelo che inumidisce i vetri, mentre grossi fiocchi di neve cadono lentamente, volteggiando quel poco che permette loro di offrire un attraente spettacolo.
Tutto, dunque, predisporrebbe ad assaporare un’armonia quasi appagante. Ma in quella casa non c’è armonia: c’è astio, c’è rancore, c’è solitudine.
3.Dunque, non può bastare il caldo. Occorre che a questo si accompagni la dolcezza. Il caldo senza la dolcezza è impietosamente solo. Può essere perfino insapore. Un bicchiere d’acqua bollente è ben poca cosa rispetto a una densa cioccolata calda.
4.Insomma, se il calore accoglie, la dolcezza fa sentire a casa. San Francesco di Sales, nella sua Filotea, dice che non basta la dolcezza del miele verso gli estranei: occorre anche quella del latte — in questo caso, possiamo dire, del latte caldo — verso i familiari e i vicini.
5.Ecco perché uno strudel caldo può sostituire anche un camino, qualora non vi fosse: perché il caldo deve unirsi alla dolcezza.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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