Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.
E’ una sensazione di molti, se non di tutti, quella di provare un senso di decentramento allorquando ci si allontana dal luogo in cui solitamente si vive. Si tratta di quella sensazione che ti fa pensare che sei tu ad essere al centro, mentre i luoghi dove vivono gli altri siano verso gli estremi. E’ una sensazione talmente universale che alcuni studiosi hanno parlato di quanto l’uomo tenda a fare della propria dimora il “centro del mondo”.
A cosa si deve questa sensazione? In realtà di spiegazioni potrebbero essercene tante, ma quella più convincente sta nel fatto che l’uomo è “radicato”. Cioè che l’uomo scopre se stesso, vive se stesso e realizza se stesso all’interno di una dimensione ben precisa, una dimensione che è territoriale e culturale. Possiamo dire: locativa in genere.
La natura dell’uomo è una sintesi di corpo e di spirito, come afferma la buona antropologia naturale e cristiana. Ebbene, il suo radicamento si realizza tanto nella propria corporeità quanto nella propria spiritualità. Nella propria corporeità, perché egli avverte il bisogno di una dimora che lo protegga e di un luogo in cui potersi esprimere. Nella propria spiritualità, perché egli ha bisogno di una dimensione culturale ed identitaria in cui ritrovarsi.
Ed ecco perché la Verità Cattolica ha sempre ritenuto l’amor patrio un valore. L’uomo ha bisogno della patria, che non a caso etimologicamente significa “terra dei padri”.
Certo, l’amor patrio non deve confondersi con il nazionalismo, con cui eventualmente si pretende affermare e giustificare tentativi di sopraffazione di una nazione sulle altre.
L’amor patrio è l’amore per il proprio luogo, le proprie radici, la propria identità. Tutti valori, questi, che la Provvidenza ha donato. Bisogna amare la propria terra, perché non è certo un fatto causale che la Provvidenza abbia voluto ognuno di noi in un tempo ben preciso ed in un luogo ben preciso.
Ecco perché, quando si va nella casa di un altro, bisogna ben capire che anche per lui quella casa è davvero il centro. E’ davvero la migliore.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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