1.C’è chi accusa la recita del Rosario di essere una sorta di preghiera “alienante”, per il semplice motivo che essa si basa sulla ripetizione continua di “Ave”. Insomma, la ripetitività contribuirebbe ad una sorta di “estraneamento” perché renderebbe difficile conservare la concentrazione del pensiero.
2.In realtà si tratta di un’accusa che non sta in piedi, anzi: andrebbe completamente ribaltata per al meno due motivi:
- Primo motivo: è ampiamente dimostrato che la ripetitività di affermazioni positive, cioè di parole di amore e non di odio, anche se dette a fior di labbra, rassereni, ovvero tenda a placare ansia ed agitazione. Non è un caso che nella tradizione cristiana vi è la cosiddetta preghiera del cuore che è appunto costituita da una ripetizione di una giaculatoria. Anche nelle tradizioni non cristiane si è capito questo, infatti in esse si ritrovano pratiche simili. Tanto per fare degli esempi nel sufismo islamico vi è la pratica del dhikr, nell’induismo quella del japa.
- Secondo motivo: tra tutti quei santi che hanno particolarmente amato la preghiera del Rosario(da san Luigi Grignon de Monfort a san Massimiliano Maria Kolbe, da santa Bertilla Boscardin a san Pio da Pietrelcina…tanto per fare solo pochissimi esempi) nessuno ha dato segni di squilibrio, anzi, nel loro equilibrio sono stati dei grandi benefattori delle anime e dell’umanità intera.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Aggiungo che l’induismo/buddhismo conosce la pratica della mediazione trascendentale che consiste nell’aumentare la concentrazione attraverso la ripetizione di frasi sempre uguali… esattamente come nel Rosario!
Da neurologo dico pure che oggi si conosce anche il meccanismo cerebrale attraverso cui questa pratica funziona: la ripetizione di frasi (come nell’Ave Maria) permette di tenere “impegnata e distratta” la parte pianificatrice e linguistica del cervello (il cosiddetto Default Mode Network) lasciando “via libera” alle parti più affettive e profonde del nostro cervello. Chi ha ideato il Rosario lo sapeva già!…