1.La scrittrice americana Jodi Picoult ha paragonato l’ansia ad una sedia a dondolo: perché su di essa si è sempre in movimento, ma senza avanzare di un passo. Questa frase dice la verità? Solo in parte. Certamente il dondolare è muoversi senza avanzare. D’altronde nel lessico comune spesso si utilizza il verbo ciondolare proprio per descrivere un agire che non sia finalizzato a nulla, un vagare che non sia orientato verso una mèta precisa. E non è un caso che il dondolare spesso accompagni gli stati di tensione. Quando si è un po’ agitati si tende (per esempio stando seduti) a muovere freneticamente la gamba. Brutta cosa l’ansia, perché non è un semplice occuparsi delle cose, ma un preoccuparsene. L’ansia è la traduzione psicosomatica di una bugia della mente: il credere che il tempo, l’agire, il progettare, l’intervenire sia tutto nel nostro potere.
2.Ma c’è anche un altro significato da dare al dondolare. Il dondolare richiama il cullare. La mamma culla il bambino affinché possa tranquillizzarsi e riposarsi fra le sue braccia che dondolano. Tale movimento esprime un bisogno innato, che è quello di poter armonicamente “accompagnare” il ritmo della vita.
3.Perché ci sono gli ammortizzatori in un’auto? Perché altrimenti si soffrirebbe su un fondo stradale tutt’altro che regolare. Gli ammortizzatori attutiscono proprio perché cullano il colpo. Così è per ognuno di noi: c’è un innato bisogno di poter cullare i colpi della vita, per attutirli. Convinti del fatto che la vita non è uno spartito dove è scritta una musica senza senso, bensì un’armonia uscita dall’amore di Dio. E l’armonia va accompagnata. L’armonia va cullata… Come culla serenamente un sedia a dondolo in un freddo inverno mentre si assapora il tepore di un camino acceso.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Veramente molto bello…