COMMENTO AL CATECHISMO DI SAN PIO X (n.202)

A cura di Pierfrancesco Nardini


Domanda: Che ci ordina il sesto comandamento?

Risposta: Il sesto comandamento ci ordina di essere “santi nel corpo”, portando il massimo rispetto alla propria e altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.


Il sesto comandamento ci ordina di essere “santi nel corpo”, ossia di custodire e rispettare il nostro corpo e quello degli altri come templi di Dio. Questo richiamo alla purezza non è solo un invito morale, ma una partecipazione concreta alla santità divina, che richiede un comportamento conforme alla nostra dignità di figli di Dio.

San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi, ci ricorda: “non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1Cor 6,19-20). Questo passaggio sottolinea il carattere sacro del nostro corpo, che non ci appartiene ma è destinato a glorificare Dio. La castità e la purezza, quindi, non sono meri divieti, ma una risposta all’amore di Dio che abita in noi.

Essere santi nel corpo implica il massimo rispetto non solo per noi stessi, ma anche per gli altri, riconoscendoli come creature di Dio. San Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae (II-II, q. 151), descrive la castità come una virtù che regola l’uso dei beni del corpo in conformità alla fede. La purezza non è solo un’astensione, ma una scelta attiva di vivere secondo l’ordine voluto da Dio, un ordine che esprime la vera bellezza dell’amore.

Sant’Agostino, nel De Civitate Dei (XIV, 20), afferma che la purezza non è solo una virtù individuale, ma un segno della città celeste, in cui ogni aspetto della vita è ordinato al bene supremo. Vivere il sesto comandamento significa partecipare a questa realtà, anticipando già su questa terra l’armonia e la gioia della vita eterna.

Il sesto comandamento non è un semplice regolamento, ma una chiamata alla santità integrale, che abbraccia corpo e anima. Custodendo la purezza, glorifichiamo Dio non solo nelle intenzioni, ma anche nei gesti e nei pensieri, dimostrando di essere, come ci insegna San Paolo, veri templi dello Spirito Santo.

Il rispetto per il corpo, proprio e altrui, non è quindi un limite imposto, ma una via che ci conduce alla libertà autentica, quella che si realizza nella piena comunione con Dio.

Ricordiamoci quindi sempre che il primo passo verso l’impurità è la curiosità morbosa e di combattere ogni giorno la tentazione di cedere a questa. Molto importante la devozione a Maria Purissima ed Immacolata.


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