A cura di Pierfrancesco Nardini
Domanda: Che cos’è la Tradizione?
Risposta: La Tradizione è l’insegnamento di Gesù Cristo e degli Apostoli fatto a viva voce, e dalla Chiesa trasmesso fino a noi senza alterazione.
La definizione della Tradizione data da San Pio X è di grande importanza, perché chiarisce che la Rivelazione divina non si esaurisce nella Scrittura, ma all’inizio è stata comunicata oralmente e poi custodita fedelmente dalla Chiesa lungo i secoli.
Gesù Cristo non ha scritto libri. Ha insegnato, ha parlato, ha formato gli Apostoli. Essi, a loro volta, hanno trasmesso ciò che avevano ricevuto, sia per iscritto sia oralmente.
La Tradizione nasce dunque prima della Scrittura e ne costituisce il contesto vitale.
Senza la Tradizione apostolica non sapremmo neppure quali libri appartengono alla Sacra Scrittura. San Paolo lo ricorda con parole molto chiare: “state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso, sia a voce sia per lettera” (2Tes, 2, 15).
La fede cristiana non è il risultato di interpretazioni private, ma di una trasmissione viva e continua, sempre fedele a Cristo.
Anche perché è evidente che le Scritture non possono contenere tutto quello che Gesù ha insegnato e fatto (Gv 21, 25), così come le Lettere dei vari Apostoli non contengono tutto quello che loro hanno tramandato, consegnato. Appunto, traditio “consegna, trasmissione”, derivato di tradĕre “consegnare”.
Il Catechismo sottolinea che l’insegnamento è stato fatto “a viva voce”. Evidenzia così che la fede non è un testo morto, ma una realtà viva, affidata a persone concrete.
È, in un certo senso, l’insegnamento completo, che completa la Sacra Scrittura di tutto ciò che non poteva essere messo in essa, che la precede e la segue negli insegnamenti degli Apostoli ai primi padri della Chiesa e nei loro viaggi. “Quello che hai udito da me davanti a molti (…) testimoni, questo affida a uomini che siano capaci di ammaestrare gli altri” (San Paolo a Timoteo, Tm 2, 2).
L’importanza della Tradizione al pari della Sacra Scrittura è impossibile da negare. È sempre San Paolo che ordina ai Tessalonicesi di ritenere come fondamentale sia la sua parola scritta che quella da lui predicata (2Tes 2, 15).
Il Concilio di Trento lo ha “ufficializzato”: “la verità del Vangelo di Gesù Cristo è contenuta nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte che … sotto dettatura dello Spirito Santo furono trasmesse come a mano e sono giunte fino a noi” (Sess. 4).
La Tradizione è dunque fonte della nostra fede, tanto quanto i Vangeli. Senza, avremmo una fede zoppa.
Questo non significa che la dottrina possa cambiare, come molti vogliono fare credere e, purtroppo, molti pensano. Significa, invece, che viene comunicata, spiegata e custodita nella storia senza perdere la sua sostanza. Vuol dire che la parola di N.S. Gesù è arrivata a noi partendo dagli Apostoli intatta e sempre uguale, inalterata.
E questo è un altro punto su cui San Pio X pone l’accento: “trasmesso fino a noi senza alterazione”.
Sant’Agostino affermava “io non crederei al Vangelo, se non mi ci inducesse l’autorità della Chiesa cattolica” (Contra epistulam Manichaei quam vocant fundamenti, 5, 6).
Lo ha scritto per mostrare chiaramente il legame tra Tradizione e autorità della Chiesa: non un’autorità arbitraria, ma un’autorità di custodia, concessa da Cristo per affidare la Sua Parola.
Quando la Chiesa, e San Pio X in questo Catechismo, insistono sull’assenza di alterazione nella trasmissione del messaggio divino, non si deve cadere negli errori e nelle facilonerie che attualmente e nei decenni si son spesso sentite.
Non si tratta di reinterpretazioni personali, e personalizzate, non è qualcosa lasciata al libero sentire degli uomini, anche se uomini di Chiesa. Altrimenti significherebbe non difendere la libertà dell’uomo nel suo rapporto con Dio come sostengono i protestanti, bensì fargli credere di essere come Dio, in quanto ognuno di noi potrebbe cambiare la Sua Parola come meglio crede (ma la creatura non ha potere di cambiare nulla di Dio, Creatore, ontologicamente diverso e mille volte superiore). È sempre la stessa Parola insegnata nei secoli sempre nello stesso modo e sempre uguale a se stessa, fedele all’insegnamento di Cristo.
Non reggono le frecciate sarcastiche di chi vorrebbe evidenziare l’impossibilità di questo (“come sarebbe possibile che in millenni sia stata trasmessa con esatta precisione?”, “sai quanti cambiamenti saranno stati fatti da lì a oggi?”, “chissà quante volte è stata cambiata!”: e cito solo due tre cose sentite personalmente negli anni…). Ci sono persone che piuttosto sono disposte a credere che l’unica copia di uno scritto di un autore latino sia con assoluta certezza proprio quello che scrisse quell’autore, ma non sono disposte ad ammettere che 5000 (circa tra frammenti, Vangeli e altro ritrovati in giro per il mondo, scritti da persone che non potevano conoscersi e, tra l’altro, non certo ai tempi di internet, riportanti tutti esattamente le stesse parole e gli stessi concetti) pezzi tutti uguali siano esattamente la Parola divina trasmessa nei millenni.
San Tommaso d’Aquino insegnava che “la dottrina della fede è sempre la stessa, anche se viene espressa con parole diverse” (Summa Theologiae, II-II, q. 1, a. 10).
La forma può adattarsi, il contenuto no.
Quando il contenuto viene modificato, non siamo più davanti alla Tradizione, ma a una sua deformazione.
Viviamo in un’epoca che diffida della Tradizione, considerandola un peso del passato che la Chiesa utilizza per dominare sugli uomini. Se, però, come è vero, la bontà delle cose si vede dai frutti, questa diffidenza ha prodotto solo instabilità, confusione e perdita di riferimenti.
La Tradizione cattolica, invece, non è nostalgia: è memoria viva, è continuità, è fedeltà a Cristo.
San Pio X, già all’inizio del Novecento, aveva compreso che il vero pericolo non era l’arretratezza, ma la perdita della Verità sotto il pretesto del progresso. Oggi questa intuizione si mostra ancora più attuale.
La Tradizione non soffoca la fede, la protegge, la completa, la accompagna sempre uguale e in modo rassicurante nello scorrere dei secoli. Non limita la Chiesa, e gli uomini, ma impedisce di tradire Gesù. Come purtroppo, nonostante la Tradizione, vediamo che è successo e continua a succedere. Essa garantisce, però, a chi continua a seguirla, che ciò che crediamo oggi è ciò che Cristo ha insegnato ieri, e che sarà creduto anche domani: ciò che la Chiesa ha sempre creduto, questo è vero (cf. Sant’Agostino, De utilitate credendi, 14, 32 e Contra Iulianum, I, 6, 21).
San Pio X ci invita, ancora oggi, a riscoprire la Tradizione non come un residuo del passato, ma come la spina dorsale della fede cattolica: una fede ricevuta, custodita e trasmessa, non inventata né adattata allo spirito del tempo.
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