Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini
n.198
Domanda: Che cos’è lo scandalo?
Risposta: Scandalo è dare al prossimo, con qualunque atto cattivo, occasione di peccare
n. 199
Domanda: Lo scandalo è peccato grave?
Risposta: Lo scandalo è peccato gravissimo e Dio domanderà conto del male che si fa commettere ad altri con perfidi eccitamenti e con cattivi esempi: “Guai all’uomo per colpa del quale viene lo scandalo” (Mt 18, 7)
Il Dragone ricorda che il quinto comandamento non proibisce solo l’omicidio o il suicidio, “ma anche la soppressione della vita soprannaturale inducendo a fare il male e il peccato con lo scandalo”. Se si tiene sempre a mente la gravità del peccato e l’importanza della vita eterna, non si può che convenire che “far perdere al prossimo la grazia e la vita soprannaturale è il massimo male che gli si possa fare” (Dragone). Purtroppo per un pensiero sempre più solo immanente, non si riesce più a cogliere la differenza, o almeno la presenza di questo: si pensa solo all’aspetto terreno, materiale e si arriva a ritenere scandalo addirittura il sottolineare la maggiore importanza della vita spirituale rispetto a quella del corpo. Non si sostiene e non si sosterrà mai che il corpo non è importante, anzi, il peccato gravissimo dell’omicidio/suicidio dice il contrario. Non si può nemmeno però renderlo il tutto, dimenticando che si ha un’anima e che la vita dopo la morte sarà eterna.
Lo scandalo è “una parola o un‘azione meno retta che offre un’occasione di caduta” (Glossa interlin. su Mt 18, 8), “turbamento della coscienza e della serenità altrui, provocato da azione, contegno, fatto o parola che offra esempio di colpa, di male o di malizia … che è, al prossimo, incitamento o occasione di colpa” (Treccani, vocabolario online).
Si deve sempre ricordare che il peccato commesso è in primis responsabilità di chi lo commette, così come lo sarà l’eventuale dannazione eterna; senza il proprio consenso ad un atto peccaminoso, ovviamente, non si può incorrere in peccato grave (per mancanza almeno del deliberato consenso), al massimo si può cadere in un peccato veniale. Questo non per ipotizzare una irreale non importanza dei peccati non gravi, ma per evidenziare che uno scandalo può far male a una persona solo se questa “gli va dietro”.
San Tommaso d’Aquino insegnava che “nulla può essere per un uomo causa efficace di peccato, cioè di rovina spirituale, all‘infuori della propria volontà. Perciò le parole o le azioni altrui possono essere solo cause imperfette, che inducono a cadere. Per questo non si dice: ‘che offre la causa’, ma ‘che offre l‘occasione di cadere’, per esprimere una causa imperfetta, e non sempre una causa per accidens” (Summa Theol., II-II, q. 43, a. 1).
Deve essere altrettanto chiaro però che chi induce qualcuno a peccare è colpevole sì del suo peccato, ma lo è altrettanto dei peccati che induce a commettere. Cristo è stato chiarissimo al riguardo (Mt 18, 6-9).
Come per ogni cosa, vista la perfetta precisione della Giustizia divina, ci sono diversi tipi di gradi di responsabilità a seconda che sia uno scandalo diretto (atto voluto proprio per indurre a peccare) o indiretto (si agisce senza intenzione di scandalizzare) o che si induca a peccati gravi o veniali. Nulla però libera dal peccato (grave o veniale) di scandalo, nemmeno il non cadere dell’altra persona. “Se lo scandalizzato non si danna non è merito di chi gli ha dato scandalo” (Dragone).
I genitori sono i primi ad avere una grande responsabilità. I loro comportamenti, le loro azioni, le loro parole in presenza dei figli devono sempre essere attente e mai superficiali. I figli, soprattutto quando sono piccoli, non fanno altro che osservare i propri genitori che per loro sono esempi assoluti. Non dar peso a questo potrebbe portare ad errori che impatteranno sull’educazione dei figli e su tutto il resto.
Un’altra grave responsabilità in questo senso ce l’hanno i sacerdoti e tutta la gerarchia cattolica. Hanno il dovere importantissimo di insegnare la fede, di evitarne le deviazioni, di difendere l’ortodossia della stessa, oltre che essere esempi di moralità e santità.
Ai nostri giorni purtroppo, con la crisi nella Chiesa e il cambiamento della dottrina ad essa conseguente, sono molti gli esempi di scandali che ci tocca notare, sia a livello di comportamenti e azioni, sia a livello di insegnamenti, a volte in totale contrasto con il Magistero bimillenario.
Si conclude, come tante altre volte, condividendo la riflessione del Dragone: “troppo poco si pensa alla nostra responsabilità; si dimentica troppo facilmente che ogni nostro atto ha un influsso buono o cattivo su quelli che ci osservano, specialmente sui piccoli”. Lo si condivide e ci si impegna a mantenere sempre alta l’attenzione su ogni nostra azione e su ogni parola o gesto.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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