Un soffice cuscino

1.I pensieri sono ciò che fanno grande l’uomo. Meglio: che dimostrano quanto l’uomo sia grande. Il pensiero è la capacità che ha lo spirito di dominare, di leggere, d’interpretare ciò che accade. Ci sono pensieri dolci e sereni. Ci sono pensieri tristi. Ci sono pensieri che passano via senza lasciare traccia. Ci sono pensieri che ruvidamente impattano sul naturale desiderio di calma e tranquillità, causando stridore esistenziale. Di certo, però, i pensieri non possono e non devono pretendere di costruire ed inventare ciò che è reale. Il pensiero vero deve semplicemente adagiarsi sul reale: sfiorarlo, per leggere il reale e orientarlo al bene. L’immagine più appropriata è quella del capo che è adagiato su un soffice cuscino.

2.Non è possibile riposare comodamente senza cuscino. Il capo patirebbe una fastidiosa scomodità. Ecco i pensieri che pretendono fare a meno della realtà.

3.Ma non sarebbe nemmeno possibile riposare se al posto del cuscino vi fosse un masso. La sua durezza ferirebbe il capo. Ecco quando la realtà è troppo spigolosa e così rinunciamo ad orientarla verso il suo giusto fine.

4.Si può riposare bene solo su un soffice cuscino. Solo così il capo trova il suo sostegno, ma è un sostegno soffice che si “curva” per accogliere anatomicamente, cioè per accogliere con tenerezza e dolcezza.

5.Il pensiero ha bisogno della realtà, come il capo ha bisogno del cuscino. Ma il capo modella il cuscino, perché la realtà deve essere modellata dal giusto desiderio. Qual è il giusto desiderio? Ricondurre tutto a Colui che è il Signore della realtà, alla Sapienza infinita. A Dio.


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