Guardando …una penna

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti.

Il noto detto dice: le parole volano, gli scritti rimangono.

Già! Rimangono. Ovvero vengono impressi.

Certo, anche i fogli su cui si scrive possono essere gettati via, possono esseredessere  bruciati, sparire …e dunque anche questi  volare via.

Ma c’è una differenza. Le parole volano perché sono flatus vocis. Cioè fiato. Ciò che è scritto, invece, scaturisce sì dalle parole, e dunque dal pensiero, ma ha bisogno di un atto manuale che concretizzi quelle parole affinché non solo in quel momento, ma possibilmente anche dopo e sempre, possano essere “ascoltate” attraverso la lettura.

Una penna è uno strumento che pretendere vincere il tempo.

Una penna è qualcosa che dice che ciò che si sta pensando oggi, può essere non solo per l’oggi, ma anche per il dopo.

Un dopo breve o un dopo lungo, non importa.

Una penna è un piccolo segno della grandezza dell’uomo che pretende che ciò che egli pensa finisca nell’attimo.

Nessun animale scrive!

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