Prima di rispondere a questa domanda, ricordiamo qual é la differenza tra finalismo e meccanicismo.
Tanto il primo quanto il secondo riconoscono che la realtà sia costituita da movimento, cioè da un procedere; ma mentre il finalismo riconosce che questo procedere è sotto l’imperio di un Logos, cioè di una logica, e quindi è orientato al raggiungimento di un fine, il meccanicismo si limita invece a riconoscere un movimento puro frutto della concatenazione di causa ed effetto (concatenazione meccanica) ma non orientato ad alcun fine.
Se volessimo utilizzare un esempio semplice è come la differenza che intercorre tra il camminare per raggiungere una méta o il semplice camminare per sgranchirsi un po’ le gambe, ove, in quest’ultimo caso, ad un passo segue l’altro ma senza che ci diriga ad un determinato posto.
Il meccanicismo filosofico s’impone nel XVII secolo, durante il periodo della cosiddetta rivoluzione scientifica.
Cartesio (1596-1650) nel suo Le monde concepisce l’universo come una macchina composta di parti che interagirebbero tra loro secondo precise leggi matematiche.
Veniamo ad esso a rispondere alla domanda del perché il laicismo è legato anche ad una concezione meccanicistica della realtà.
Il laicismo ovviamente vuol dire che lo Stato e la politica debbano sganciarsi quanto più dall’influenza della religione. Ebbene, non è difficile capire che il meccanicismo, cancellando qualsiasi orientamento finalistico, concepisce uno Stato puramente “meccanico” a sua volta fondato su un concetto di bene comune come semplice benessere materiale degli individui. Cancellando, in questo modo, la concezione classica, metafisica e cristiana di bene comune, inteso come integrale realizzazione dell’essere. Realizzazione naturale ma soprattutto soprannaturale.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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