Il mistero del Blu di Chartres: perché in Cielo non ci si potrà mai stancare

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Viaggiando ci si incanta per ciò che incontra il nostro sguardo. Meraviglie succedono a meraviglie. E nella loro diversità, s’incontra l’unità del Bello che dimostra come tutto ha bisogno di ricondursi all’unica Presenza. Quella stessa che ha fatto sì che esistesse tutto e che vuole che questo tutto possa essere orientato a Lui. Osservando, contemplando… e soprattutto incantandosi dinanzi alla Bellezza della natura o di ciò che l’uomo ha costruito, si capisce quanto sia giusto capirne il significato e poi lodare e ringraziare.


Wolfanf Goethe ha scritto: “L’azzurro. Questo colore esercita sull’occhio un’azione singolare e quasi inesprimibile. Esso è, nell’aspetto, una contraddizione composta di eccitazione e di pace.” 

L’azzurro e le sue varie tonalità, più chiare o più scure, è un colore che mette pace. Questo lo si sa. Ma Goethe giustamente dice che non si tratta di una pace che addormenta o che rende in un certo qual modo pigri ed oziosi. No, è una pace che è un’apparente contraddizione (tant’è che lui parla di “contraddizione composta”) tra calma ed eccitazione. E’ la pace della letizia. La pace che spinge all’azione. La vera letizia è, infatti, tranquillità, calma, ma, nello stesso tempo, voglia di fare.

E’ l’attesa del Cielo. Meglio: vivere il Cielo già su questa terra.

Le bellissime vetrate della Cattedrale di Chartres hanno un mistero E’ studiato come “Blu di Chartres”. Un successo di tecnica cromatica che ancora non è dato capirne le faciture. La formula è stata per secoli protetta dagli artigiani come un preziosissimo segreto di manifattura.

Delle oltre 170 scene raffigurate nelle vetrate di Chartres, una buona parte sono dedicate alla Vergine.

Ed ecco la spiegazione. La Madre -appunto- “celeste”. La Madre che fa vivere il Cielo già su questa terra. La Madre che accompagna, sostiene, rialza, conforta. La Madre che, anche nelle tenebre più scure delle prove, fa permanere l’azzurro della letizia.

Un azzurro che è perennità.

Vincent Van Gogh una volta affermò: “Non mi stanco mai di un cielo azzurro”.

Infatti, l’azzurro non stanca… perché il Cielo è il luogo non ci si potrà mai stancare.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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