“Concerto di bambini” di Georgios Iacovidis

Georgios Iacovidis (1853-1932), Concerto di bambini, anno 1900


1.Un giorno, una mamma di oltre dieci figli, andò da san Pio da Pietrelcina e confidò al Cappuccino la sua perenne stanchezza nel dover accudire la sua nidiata. San Pio le disse di non preoccuparsi perché non sarebbe diventata pazza.

2.Ed è così. I bambini stancano certamente, ma non esauriscono. La loro vivacità non sempre è gestibile. In alcuni momenti diventa quasi insopportabile, ma se si sa attendere e riconoscere che si tratta di qualcosa che è perfettamente giusto, allora anche quella vivacità si armonizza con l’impegno e la fatica di tenerli. Il baccano dei bambini non è disordine.

3.Il dipinto di Iacovidis non è fatto solo di colori, di chiaroscuri e delicate figure. E’ fatto principalmente di suoni.

4.Nel vedere la scena si sente il frastuono, lo stridore di quegli strani strumenti adattati per l’uso. Si percepisce una musica disarmonica, stridente, come è ovviamente quella di un improvvisato “concerto” di bambini.

5.Eppure è una disarmonia paradossalmente armonica, ordinata… perfino elegante in un ambiente che pur si presenta semplice e per certi versi fatiscente. Il volto sereno della mamma e soprattutto le braccine tese della bambina, chiaro segno del suo entusiasmo, provano che quel chiasso sta creando la serenità del gioco. Il gioco è quello del crescere, del prepararsi a vivere; e del donare, da parte di quella mamma, il proprio tempo.

6.Anche quei bambini, un giorno, dovranno ascoltare un altro concerto chiassoso. Sarà ancora la gioia di donare la vita che lo esigerà.


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