San Luigi Gonzaga, Confessore (1568-1591)

Figlio del marchese Ferrante Gonzaga, nato il 9 marzo del 1568, fin dall’infanzia il padre lo educò alle armi, tanto che a 5 anni già indossava una mini corazza ed un elmo e rischiò di rimanere schiacciato sparando un colpo con un cannone. Ma a 10 anni Luigi aveva deciso che la sua strada era un’altra: quella che attraverso l’umiltà, il voto di castità e una vita dedicata al prossimo l’avrebbe condotto a Dio. A 12 anni ricevette la prima comunione da san Carlo Borromeo, venuto in visita a Brescia. Decise poi di entrare nella compagnia di Gesù e per riuscirci dovette sostenere due anni di lotte contro il padre. Libero ormai di seguire Cristo, rinunciò al titolo e all’eredità ed entrò nel Collegio romano dei Gesuiti, dedicandosi agli umili e agli ammalati, distinguendosi soprattutto durante l’epidemia di peste che colpì Roma nel 1590. In quell’occasione, trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì. Era il 1591, aveva solo 23 anni. Papa Benedetto XIII lo canonizzò il 31 dicembre 1726. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Sant’Ignazio di Campo Marzio. (santiebeati.it)


Lettura

(Ecclesiastico 31,8-11)

Beato l’uomo che è trovato senza macchia, che non è andato dietro all’oro, e non ha sperato nel denaro e nei tesori. Chi è costui e gli daremo lode? Poiché certo ha fatto meraviglie nella sua vita. Costui, che fu provato con l’oro e rimase incorrotto, sicché ridonda a sua gloria? Costui, che poteva peccare e non peccò, fare del male e non lo fece? Per questo i suoi beni sono resi stabili nel Signore, e le sue lodi celebrate in pubblica riunione.


Vangelo

(Matteo 22,28-40)

E Gesù rispose loro: Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la potenza di Dio. Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi. Udendo ciò, la folla era sbalordita per la sua dottrina. Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?. Gli rispose: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.


Meditazione

1.San Luigi Gonzaga morì a soli ventitré anni contagiato dalla peste, perché si diede da fare per accudire i tanti malati che vi furono a Roma in quel terribile contagio del 1590. San Luigi Gonzaga era nato da una famiglia nobilissima. Fu cresciuto nel lusso e nelle comodità. E, se avesse deciso di rimanere nel mondo, nel lusso e nelle comodità avrebbe condotto l’intera sua vita…e forse, chissà, sarebbe morto di vecchiaia. Ma Dio  lo chiamò egli mise il Signore al primo posto.

2.L’amore a Dio, quando è vero, non può non tradursi in amore per chi ha bisogno, perché dobbiamo amare il prossimo in quanto è Dio stesso ad amarlo. Ed ecco perché il Vangelo ci ricorda che il Primo e il Secondo Comandamento sono strettamente legati: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.


Alla Regina dello Splendore

Madre, secondo l’esempio di san Luigi, fa che anch’io, pur nella mia grande indegnità, possa servire il tuo Divin Figlio compatendo le sofferenze altrui. Posso fare ben poca cosa, ma rendimi a riguardo quanto più generoso possibile. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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