di Pierfrancesco Nardini
Uno dei più importanti papi, San Leone I detto Magno, sintetizza in poche frasi una verità molto importante: l’impossibilità per l’uomo di riparare il peccato originale senza l’aiuto divino.
Apprezziamone la bellezza oltre che la chiarezza.
“Così il Figlio ha vinto la morte, ha sconfitto il diavolo che aveva il potere della morte; e lo ha fatto in forza della sua facoltà. Perché a noi non sarebbe stato consentito essere liberati dalla morte e dal dominatore della morte e del peccato, il diavolo, se il Verbo non avesse preso sopra di sé la nostra natura umana, al punto di farla propria, dato che il Verbo non poté minimamente essere intaccato dal peccato, né la morte poté avere diritti di sorta su di lui” (Lettera 28° a Flaviano, vescovo di Costantinopoli, Cap. II).
San Leone I non fa altro che evidenziare la differenza ontologica tra Dio e l’uomo. E con questa differenza rende chiara la verità in oggetto: solo perché il Verbo si è incarnato è stata possibile la Redenzione.
L’uomo era immerso nel peccato e soggetto alla morte, cosa che invece Gesù non ha potuto subire: in quanto Dio non ne poteva essere intaccato. Serviva quindi Qualcuno di infinito e perfetto per riparare l’offesa infinita, impossibile per chi è invece finito e imperfetto.
Facciamo un esempio per capirci meglio. Una stoffa piccola per essere lavata ha bisogno di poco detersivo. Una stoffa più grande, di una maggiore quantità di detersivo. Ma se -per assurdo- vi fosse una stoffa infinita da lavare, quanto detersivo sarebbe necessario? Certamente infinito.
C’è un’altra cosa da tenere in considerazione: la logica della Redenzione. Dal momento che l’uomo aveva peccato, occorreva un vero uomo per redimere: e Cristo è vero uomo. Dal momento che il peccato ha avuto un valore infinito, occorreva un Dio per redimere: e Cristo è vero Dio.
Le parole di San Leone Magno siano allora per noi un’ulteriore conferma della bellezza e della logica della Verità Cattolica.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il cammino dei Tre Sentieri
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