1.Il padre dell’orgoglio è Lucifero che peccò in quanto non voleva che la sottomissione a Dio definisse per sempre il suo esistere. Egli, stando alla tradizione, avrebbe detto a Dio: “non serviam“, cioè “non vorrò più servire“. L’orgoglio, che ormai era arrivato in lui a livelli enormi, lo spinse ad andare contro l’evidenza della realtà dei fatti. Come può, infatti, una creatura, per quanto nobilissima e perfetta come creatura, poter affermare di non aver bisogno di Dio? L’intelligenza fa riconoscere facilmente la dipendenza da Dio tanto per l’origine della vita quanto per il divenire della vita. Dio è infatti tanto causa efficiente, cioè creatrice, quanto causa sussistente di tutto ciò che esiste. Nulla potrebbe esistere se Dio non lo mantenesse nell’essere.
2.L’orgoglio acceca l’intelligenza, perché è proprio dell’intelligenza esigere la fedeltà al reale, cioè al fatto. Anche nel razionalismo filosofico è facile scoprire come la posizione disordinata dell’orgoglio ne sia alla base. Il razionalismo filosofico nasce come esito dell’antropocentrismo radicale per dare pateticamente ragione a questa illusione. La verità sarebbe nel pensiero, quindi nel desiderio, e non nella realtà, perché la pretesa di essere autosufficiente deve trovare una sua conferma e quindi deve scongiurare qualsiasi smentita che proprio la realtà decreterebbe.
3.L’orgoglio odia la luce e quindi odia anche lo sguardo. La ragione razionalista è una ragione che non guarda, che non vuole guardare. E’ una ragione accecata…accecata -appunto- dall’orgoglio.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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