Perché nel paganesimo è legittimo il sacrificio umano?

1.Dal momento che secondo il paganesimo il divino avrebbe creato l’uomo per servirsene, allora è logico credere che il divino possa sfogare sull’uomo qualsiasi capriccio e qualsiasi violenza. Da qui la diffusissima convinzione nel mondo pagano di doversi difendere dal divino. Il divino può aver bisogno del sangue umano e quindi questo spiega il perché della diffusione dei sacrifici umani.

2.I sacrifici umani erano diffusissimi nelle civiltà precolombiane, ma erano anche abbastanza diffusi nel paganesimo classico. Agamennone, per ingraziarsi gli dèi in vista del suo prossimo viaggio verso Troia, non esita a far uccidere la propria figlia Ifigenia. Nel Palazzo reale di Pilo è stata trovata una tavola in cui si fa cenno a sacrifici umani per ingraziarsi gli dèi per sventare pericoli. Questi sacrifici non riguardarono solo le radici micenee della civiltà ellenica, in situazione di eccezionale gravità si ricorreva –anche nell’età della polis– all’istituto dei pharmakòi, ad Atene inserito all’interno delle feste Targhelie: si trattava di uomini e donne, per lo più stranieri o medicanti, che venivano scacciati, percossi e uccisi per purificare la città. Sul suolo italiano non era raro che si costruissero ponti mediante il sacrificio rituale di murare vittime umane all’interno delle costruzioni, vittime che fungevano da «reliquie».

3.Il Cristianesimo, invece, afferma che l’uomo non solo non debba difendersi da Dio, ma può e deve rifugiarsi in Lui ed è Dio stesso che viene a donare la propria vita per l’uomo. Non è l’uomo che deve effondere il proprio sangue per Dio, ma il contrario: Dio effonde il proprio sangue per l’uomo. Questo passaggio capovolge la Storia.


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