La postmodernità compie un passaggio significativo. L’arte non deve più porsi dinanzi alo sguardo (e quindi essere riconosciuta) né tantomeno deve sublimare l’ordinarietà del reale.
L’essenza della postmodernità è il nichilismo; e il nichilismo implica la dissoluzione del “ri-conoscimento”. Il “ri-conoscimento” si fonda sul rapporto “messaggio-docenza”. Si “ri-conosce”, infatti, ciò che si pone dinanzi e che, proprio perché si pone dinanzi, deve essere “ri-conosciuto”. In tal modo ciò che si pone dinanzi si palesa inevitabilmente come “vero”…ma nulla può essere incontrovertibilmente vero per il nichilismo.
Più chiaramente: riconoscere vuol dire osservare ciò che si pone come qualcosa che precede il proprio pensiero; si riconosce ciò che è stato già pensato da qualcun altro. Inoltre l’arte non deve sublimare il reale, il quale sarebbe invece solo espressione di dinamiche insignificanti.
E così abbiamo il genere dell’informale che non è altro che la traduzione sul piano dell’arte della contrapposizione fra l’uomo che domanda e il mondo che tace perché tutto sarebbe assurdo. Questo genere nasce proprio dalla convinzione dell’abisso invalicabile tra l’io e il mondo. Pensiamo ad un Lucio Fontana (1899-1968), che, non dovendo più concentrarsi sulla rappresentazione della realtà naturale o sulla produzione di un’immagine fantastica, si sofferma solo sull’atto esecutivo dell’artista. Una sua celebre “opera”, Concetto spaziale, consiste in un semplice taglio di coltello sulla tela.
E così abbiamo che – malgrado l’assurdo – l’uomo postmoderno si convinca che non gli rimanga altro che offrirsi come soluzione a se stesso: il destino dell’uomo consiste nel prendere su di sé il dolore in un mondo privo di senso e senza alcun Dio. Pertanto anche nell’arte postmoderna si realizza questa apparente soluzione cercando d’identificare l’artista con l’opera.
Molte “follie” delle avanguardie si spiegano con il tentativo di superare la tradizionale distinzione fra l’opera e l’artista, fra l’esecuzione e la progettualità. Piero Manzoni arrivò a produrre palloncini gonfiati con il suo fiato, espose la propria impronta digitale su uova sode date poi in pasto al pubblico e arrivò a confezionare scatole con le sue feci.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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