1.Nella teologia contemporanea, influenzata dal modernismo e dal neomodernismo, c’è certamente una crisi della dottrina dell’Inferno. Questa si spiega con almeno tre motivazioni:
- Il modo di concepire la natura di Dio
- La negazione degli assoluti morali
- La negazione dell’esclusivismo salvifico del Cattolicesimo
2.Il modo di concepire la natura di Dio. Dio non è più considerato come natura perfettissima in cui tutte le virtù sono al massimo grado. Secondo la dottrina di sempre in Dio è al massimo grado la virtù della misericordia, ma anche quella della giustizia. E, proprio perché Dio è massimamente giusto, esiste l’Inferno. L’eternità delle pene corrisponde all’offese a Dio che hanno sempre un valore infinito in quanto Dio è infinito.
3.La negazione degli assoluti morali. La teologia contemporanea è fortemente influenza dalla morale cosiddetta situazionista, per cui il giudizio morale dovrebbe essere totalmente soggetto alla valutazione del caso singolo e contestuale. Attenzione all’avverbio “totalmente”. Infatti, se è vero che il giudizio definitivo spetta unicamente a Dio perché solo Lui può scrutare in foro interno e cogliere tutte le attenuanti possibili, è pur vero che non si possa negare totalmente l’oggettività dell’atto in nome delle situazioni soggettive, per cui alla fine ognuno sarebbe giustificato a comportarsi come ritiene la valutazione della propria coscienza in quella situazione specifica.
4.La negazione dell’esclusivismo salvifico del Cattolicesimo. La teologia contemporanea è fortemente influenzata da uno spirito irenistico. La teoria cosiddetta del cristianesimo anonimo di Karl Rahner afferma che di fatto ognuno è già salvo in quanto uomo e in quanto in una Storia che sarebbe stata assunta e già totalmente redenta da Dio.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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