Putin minaccia la bomba atomica… e qual é la risposta dell’Occidente?

di Diego Torre

Un Putin sempre più in affanno si è permesso di parlare di bomba atomica. E così l’occidente allibito ha scoperto che la Russia possiede anche di quegli ordigni, e, per quanto ne sappiamo, in quantità anche maggiore degli Stati Uniti. Si tratta di un‘eredità dell’Unione Sovietica, “paradiso in terra” e patria dei lavoratori, il cui ammontare supera le 4.000 testate: quanto basta per ridurre la superficie terrestre come quella del pianeta Marte. Ciò che farebbe ridere, se non ci fosse da piangere, è che l’Occidente, massmedia e governi in testa, scoprono con orrore, soltanto ora, che tale eventualità sia possibile.

Putin la userebbe sul serio o è un bluff? Il presidente russo ha escluso esplicitamente la seconda ipotesi; rimane in piedi allora la prima: si tratta quindi una minaccia autentica.  Egli è ormai alle corde,  non riesce a realizzare i piani previsti e si trova sempre più impantanato, con un  crescente dissenso interno, in un conflitto che riteneva brevissimo. Egli ha inoltre incassato, come un pugile suonato, la presa di distanza di India e Cina (la quale non vuole fastidiose guerre perché il mondo lo sta conquistando per vie finanziarie e apparentemente pacifiche) ed è sempre più isolato. Subrahmanyam Jaishankar, ministro degli esteri indiano, ha appena dichiarato all’ONU che “l’India è dalla parte della pace e lì resta”. Subito dopo gli ha fatto eco il suo collega cinese   Wang Yi: “la Cina sostiene ogni sforzo che porti a una soluzione pacifica della crisi”… “la priorità maggiore è facilitare i colloqui di pace”. E ancora: “Chiediamo alle parti in guerra in Ucraina di evitare che il conflitto si allarghi”.

E qual è la risposta dell’Occidente? La Russia è alle corde? Quindi più armi, più sanzioni e più guerra.

Non capiscono che devono in qualche modo salvare la faccia a Putin e mitigare l’arroganza di Zelensky se vogliono la pace? Non temono l’uso delle atomiche o un dopo-Putin che potrebbe anche essere peggiore del presente? Ma vogliono la pace o l’affossamento della Russia, anche a costo del sangue ucraino (per ora) e dell’economia europea?

Questo è certamente l’obiettivo di Biden. Ma questa Unione Europea, diretta dalla minacciosa Von Der Leyen, riesce a trovare vie di pace o sa solo danzare al suono dei tamburi di guerra americani?

Rimane, alta e forte, la voce della Santa Sede, che per bocca del card. Pietro Parolin, segretario di Stato, nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’ONU, ha appena ricordato che  “Ogni minaccia di fare ricorso alle armi nucleari è ripugnante ed è da condannare inequivocabilmente. È tempo di mettere fine all’ipocrisia degli armamenti, di parlare di pace e deporre le armi”. Coerentemente a tali obiettivi, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e su richiesta della Santa Sede, il cardinale ha incontrato il ministro degli Esteri russo Lavrov, che ha espresso il suo apprezzamento per i tentativi di pace del Vaticano.

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