SAGGEZZA POPOLARE: “Un clown in un palazzo reale non diventa re. E’ il palazzo reale che diventa un circo” (proverbio turco)

Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli. 


Nell’enciclica Centesimus Annus, al numero 46, Giovanni Paolo II dice: “Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia”.

Si crede che il totalitarismo sia solo di stampo dittatoriale, dove non ci sarebbe alcuna espressione democratica. No, il totalitarismo può essere anche democratico, l’importante -come dice la citazione- è che rifiuti di riconoscere dei valori che lo precedano.

La categoria della modernità segna il passaggio dalla centralità di Dio alla centralità dell’uomo. Tale passaggio si riflette in tutti i campi, anche in quello della politica. E così questa (la politica) è divenuta autoreferenziale, ovvero si arroga il diritto di autogiudicarsi.

Siamo lontani mille miglia dalla concezione tradizionale che aveva caratterizzato la societas christiana medioevale, laddove il Re poteva sì esigere l’obbedienza dei suoi sudditi, ma a condizione che anch’egli si dichiarasse disposto a riconoscere un altro Re al di sopra di lui, ovvero la somma potestas di Dio.

La politica, quando diviene autoreferenziale, diviene ridicola, perché si riduce ad una parodia di se stessa. Come il clown è una parodia dell’essere vero uomo (d’altronde quando si vuol dire di qualcuno che non si comporta in maniera dignitosa, si dice per l’appunto che è un pagliaccio), così la politica che snatura se stessa, dandosi un potere che non può avere, diventa anch’essa una parodia. Diventa un circo.


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1 Comment on "SAGGEZZA POPOLARE: “Un clown in un palazzo reale non diventa re. E’ il palazzo reale che diventa un circo” (proverbio turco)"

  1. Giovanni Di Guglielmo | 14 Giugno 2026 at 10:11 | Rispondi

    Molto vero, e… attuale.

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