La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti. Ed è la realtà che ci rimanda alla bellezza della Verità Cattolica … perché tutto è cattolico, perché tutto è di Dio!’
E’ proprio quando qualcosa è fuori posto che può mostrarsi nella sua evidenza…e anche nella sua necessità. Il disordine non può mai essere lodato. Ogni cosa ha il suo giusto fine (è fatta per uno scopo) e ha anche il suo posto.
Ma ogni cosa è fatta anche per essere fuori posto, nel senso che il suo essere si configura come prefigurazione, cioè come preparazione. Il chirurgo prima di entrare nella sala chirurgica esige che i suoi collaboratori abbiano già preparato tutto e collocati i vari bisturi sul tavolino. I bisturi sono solitamente custoditi al loro posto, ma in quella circostanza devono essere fuori posto, nel senso che devono essere pronti perché li si possano utilizzare. Non spetta certo al chirurgo andare a prendere i bisturi per poter operare.
Insomma, c’è fuori posto e fuori posto. C’è il fuori posto che è l’esito del caos, del non-senso, della pura cecità di una volontà che vuole scompaginare tutto o pretende che nulla debba essere orientato al proprio fine…ma c’è che anche il fuori posto che è attesa, che è il sapientemente prepararsi, che è lo stare pronti perché si compia ciò che è giusto compiere e perché si giunga alla mèta, quella eterna e definitiva.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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