Sai cos’è un miracolo apologetico?

Un miracolo potrebbe anche avvenire nelle false religioni, ma, se avvenisse, Dio farebbe in modo che rimanga nella sfera privata e circoscritta. Facciamo questo esempio: una povera mamma non cattolica, non colpevole del suo non essere cattolica, pregando il divino affinché possa guarire un suo figliuolo, potrebbe ottenere da Dio il miracolo. Evidentemente, però, un tale miracolo non sarebbe conosciuto pubblicamente in quanto Dio stesso farebbe in modo che ciò non avvenga; proprio per non generare confusione.

Altra cosa è il cosiddetto miracolo apologetico, ovvero il miracolo che avviene per dimostrare la veridicità di ciò che si afferma. Ebbene, un miracolo di questo tipo può essere presente solo nella Chiesa cattolica, apostolica e romana.

Miracoli apologetici li troviamo già nel Vangelo. Accanto ai miracoli che Gesù compie per compassione, vi sono appunto miracoli per dimostrare la veridicità di ciò che sta dicendo e della divinità della sua persona. Di esempi se ne potrebbero fare tantissimi. Ci limitiamo a fare riferimento alla guarigione del paralitico nel Vangelo di Marco (2,6-12): “Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: ‘Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo? Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: ‘Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino –disse al paralitico- alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua.’ Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: ‘Non abbiamo mai visto nulla di simile!’” Per non parlare della resurrezione di Gesù che è il miracolo apologetico per eccellenza!

Relativamente al miracolo apologetico va detto che gli stessi riconoscimenti dei miracoli al fine di beatificare o canonizzare qualcuno rientrano perfettamente in questo discorso. Tale riconoscimento, infatti, avviene sì per attestare l’“amicizia” con Dio da parte dell’anima che intercede per l’ottenimento del miracolo, ma si fonda anche sulla convinzione che la santità, in quanto stato da prendere come modello di vita, può esistere solo all’interno del Cattolicesimo. Infatti, se a beneficiare dei miracoli per intercessioni di beati e santi possono anche essere dei non-cattolici, a intercedere per l’ottenimento del miracolo può essere solamente un cattolico.

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2 Comments on "Sai cos’è un miracolo apologetico?"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 31 maggio 2020 at 8:30 | Rispondi

    Gentile Prof. Gnerre, il suo riferimento alla preghiera di una mamma non cattolica e incolpevole del suo esserlo mi ha rinnovato un interrogativo che mi accompagna da sempre. Quale sarà il destino eterno di tutti i non cristiani colti che sanno benissimo chi è Cristo, cosa ha fatto e cosa ha detto, ma non si sono convertiti? Forse che il Dalai Lama o il Gran Muftì di Gerusalemme ignorano chi sia Cristo? Eppure costoro si guardano bene dal convertirsi contraddicendo, in un certo senso, il CCC. Forse lo Spirito Santo non li ha voluti illuminare convincendoli della superiorità della Parola del Dio cristiano sule loro fedi? Oppure essi non si sono voluti convincere? Il Papa ha detto, ad Abu Dabi, che la diversità delle religioni è una ricchezza per l’umanità ma (Dio mi perdoni)io la ritengo fonte di confusione e relativismo Mi pare che sia un’aporia senza soluzione, perciò le sarei molto grata se lei volesse dedicare ad essa un articolo chiarificatore. La ringrazio e la saluto con profonda stima ed amicizia.
    CARLA D’AGOSTINO UNGARETTI

    • Gent.ma amica,
      ciò che lei dice è indiscutibile. Chi ha ricevuto dal buon Dio talenti intellettuali per poter capire, ovviamente ha molte più responsabilità. Bisogna pregare per costoro, con la speranza che al termine della vita abbiano potuto o possano capire, beneficiando di qualche grazia attuale. Ma il principio è stato ben espresso da lei e mi trova d’accordo.
      Riguardo la Dichiarazione di Abu Dhabi, le linko un articolo pubblicato sul sito per l’occasione
      http://itresentieri.it/18846-2/
      Cordialmente

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