Santi Filippo e Giacomo, apostoli

Introito

(2 Esodo 9,27 e Salmo 32,1)

Nel tempo di sventura alzarono a Te le loro implorazioni, o Signore, e Tu dal cielo li esaudisti, alleluia, alleluia.

Gioite nel Signore, o giusti, agli uomini retti si addice la lode.


Lettura

(Sapienza 5,1-5)

Allora il giusto starà con grande fiducia di fronte a coloro che lo hanno perseguitato e a quelli che hanno disprezzato le sue sofferenze. Alla sua vista saranno presi da terribile spavento, stupiti per la sua sorprendente salvezza. Pentiti, diranno tra loro, gemendo con animo angosciato: “Questi è colui che noi una volta abbiamo deriso e, stolti, abbiamo preso a bersaglio del nostro scherno; abbiamo considerato una pazzia la sua vita e la sua morte disonorevole. Come mai è stato annoverato tra i figli di Dio e la sua eredità è ora tra i santi?”.


Vangelo

(Giovanni 14,1-13)

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.


Meditazione

  1. Il Vangelo dice che il Signore ha preparato per ognuno di noi un “posto”.
  2. E’ un “posto” in Paradiso, cioè un “posto” per stare con Lui.
  3. Ciò significa due cose. Primo: il Signore ci ha pensato e ci ha voluto dall’eternità. Secondo: ognuno di noi ha un compito ben preciso -anzi: unico!- da svolgere.
  4. Dio ci ha pensato dall’eternità, ovvero Colui che è il Signore dell’universo intero, Colui che è l’Assoluto e l’Infinito mi ha pensato. Ciò è una straordinaria e incommensurabile bellezza.
  5. Nello stesso tempo, sempre Colui che è l’Assoluto e l’Infinito, Colui che è il Signore dell’universo intero, in un certo qual modo vuole che gli diamo qualcosa; cioè che gli diamo gloria rispondendo alla vocazione che ci ha conferito.
  6. Tutto questo -come continua a dire il Vangelo- nell’ordine della Signoria di Cristo che è “Via, Verità e Vita”.

Colloquio

  1. Signore, ricordami sempre che devo giungere il posto che mi hai assegnato.
  2. Che tutta la mia vita sia un camminare verso quella mèta… e che non ce ne sono altre.
  3. Regina dello Splendore, accompagnami tu.
  4. Tienimi per mano e conducimi, affinché non possa deviare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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