Sì, Cristoforo Colombo si sentì mosso soprattutto da motivi religiosi.
Pur avendo una vita privata assai discutibile (viveva more uxorio), si sentiva profondamente religioso.
Nel suo Testamento ricorda ai Re cattolici il motivo delle sue spedizioni: utilizzare le ricchezze del nuovo passaggio verso le Indie per finanziare una crociata che avrebbe dovuto definitivamente liberare il Santo Sepolcro.
Significativo fu l’episodio -raccontato nel Diario di bordo del suo viaggio- che narra come ormai le sue ciurme avessero deciso di ammutinarsi ma che poi desistettero perché lo videro sulla prua calmare una terribile tempesta impugnando una Croce.
Colombo stesso era convinto del significato “profetico” del proprio nome: Cristoforo, cioè “portatore di Cristo”.
Interessanti sono queste sue parole che rivolge alla Monarchia spagnola: (…) le vostre Altezze, in quanto cattoliche e in quanto principi amanti della sante fede cristiana, nemici della setta di Maometto e di ogni idolatria ed eresie, pensarono di mandare me, Cristoforo Colombo, in queste parti dell’India per veder quei principi e popoli e terre (…) e per vedere il modo da tenersi per la loro conversione alla nostra fede (…). (Cit.in A.Caturelli, Il nuovo mondo riscoperto, tr.it., Milano 1992, p.32).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Certo che effettivamente osservare il nome “Crostoforo-portatore di Cristo” e vedere come poi tutte le Americhe sono diventate cristiane dà da pensare…