Perché il vero cristiano non deve mai “giudicare” frettolosamente?

1.Premesso che sul giudicare vanno fatte molto precisazioni. Prima di tutto che nessuno può giudicare definitamente un altro. Il giudizio definitivo spetta solo a Dio che solo può scrutare in maniera infallibile in foro interno, cioè nella profondità dell’anima.

2.Premesso questo, va detto però che anche nell’ambito dei giudizi sui comportamenti altrui bisogna procedere con molta prudenza e soprattutto con longanimità. La longanimità è quella virtù che sa attendere, che non fa restringere al momento, ma che si allarga affidandosi a Dio e ai suoi tempi. La longanimità è anche sopportazione, al fine di poter capire meglio e non lasciarsi andare a giudizi interiori che spesso possono essere inficiati da turbamenti personali, incapacità a guardare con sano distacco le cose, ecc… E poi guai a prendere come oro colato ciò che viene detto degli altri da parte di chi ci parla.

3.L’Imitazione di Cristo (Libro I, Capitolo Quarto) dice: Non bisogna credere ad ogni parola che si sente dire e nemmeno ad ogni nostro giudizio istintivo, ma le cose devono essere ponderate con cautela e longanimità secondo Dio. (…). Spesso, degli altri si crede e si dice più facilmente il male che il bene: tanto siamo deboli! Ma gli uomini perfetti non prestano facilmente fede ad ognuno che riporta dei fatti, perché sanno che l’umana natura è incline alla malignità e piuttosto facile a cedere in eccessi di parole.


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