Cos’è l’errore della “fede mutevole”?

Per i modernisti la fede può cambiare perché i dogmi non sono che l’espressione di un sentimento e di un bisogno religioso. Se cambiano i bisogni, devono cambiare anche i dogmi. La dottrina cattolica invece afferma che i dogmi non possono cambiare perché radicati in Dio e non sui bisogni dell’uomo.

E’ certamente possibile un progresso della dottrina della fede, ma solo nel senso che le verità della fede possano essere meglio comprese e spiegate. Ciò però non significa che la Chiesa possa insegnare nuove verità. La Rivelazione si è chiusa con l’ultimo apostolo. Da allora si possono solo penetrare le verità, non inventarne di nuove. Lo sviluppo può precisare ciò che è stato insegnato, ma senza contraddirlo o modificarlo. E anche quando si promulga un nuovo dogma, non s’insegna qualcosa di nuovo, ma si capisce meglio ciò in cui già si crede.

Insomma, l’alternativa è chiara ed è quella tra il Tempo e l’Eternità. La fede mutevole è una fede che sottostà al Tempo, cioè una fede che diventa cortigiana della Storia. Da qui una contraddizione. O meglio: un’autodemolizione. Se la fede può cambiare nei suoi contenuti, allora essa non potrà mai essere vincolante. Se prima si diceva ciò che oggi non è più vero, allora chi mi dice che ciò che si afferma oggi sia invece vero?


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