Chi non prega, pretende andare in battaglia senza armi

di Pierfrancesco Nardini


Sono molte le persone che in situazioni di difficoltà o anche, semplicemente, in un momento di bisogno, non sfruttano quella che è la più efficace arma a loro disposizione: la preghiera.

Si torna spesso su questo punto, a costo di ripetersi, perché importantissimo. Ci si torna per sottolinearne un ulteriore decisivo aspetto: come l’uomo di oggi pretenda vivere senza pensare all’essenziale.

L’uomo di oggi vive immerso nell’aspetto materiale della vita e solo con questo metro di giudizio reagisce alle difficoltà.

Si pensa solo alla soluzione pratica (il medico più bravo, il modo migliore per aumentare lo stipendio, l’aiuto economico meno invasivo, ecc…) e magari il conforto di un amico, la classica spalla su cui piangere. Ci si affida, insomma, alle cose materiali.

E quando i problemi sembrano irrisolvibili, ci si lamenta fino ad imprecare contro Dio (clicca qui)

E’ evidente che le soluzioni pratiche (se lecite moralmente) vanno perseguite. Così come è anche normale piangere quando ci sono motivi validi. Il pianto non è debolezza di cui vergognarsi. Ma affidarsi solo alle cose materiali, alle cose della vita, è per l’uomo come limitarsi nelle sue possibilità, come se non sfruttasse tutto il potenziale a sua disposizione.

Se il generale di un esercito ha i cannoni a lunga gittata, non si limiterà ad usare arco e frecce per difendere la propria città. San Pio da Pietrelcina lo ripeteva spesso, “la preghiera è la migliore arma che abbiamo; è una chiave che apre il cuore di Dio” e spiegava anche che “il miglior conforto è quello che viene dalla preghiera”.

Con la preghiera l’uomo prende i classici due piccioni con una fava: apre il cuore di Dio e aumenta a dismisura la possibilità di ottenere quel che gli serve, ma nello stesso tempo trova anche conforto alle sue sofferenze, come nessuna spalla amica può dare.

Il punto è proprio questo: confidare in Dio e chiedere a Lui, come consigliatoci da Cristo, è l’azione più attiva (si scusi il gioco di parola) che si possa fare, ed anche la più efficace (clicca qui).

La più grande e potente azione umana è nulla al confronto della minima di Dio.

Non diamo peso allora a chi ci guarda con ironia se parliamo di preghiera, a chi ci prende in giro se recitiamo un Rosario, ma convinciamoci che la nostra preghiera non è ingenuo e credulone devozionismo dei tempi andati, ma “la migliore arma che abbiamo”.


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