APOLOGETICA CON LO SPORT: Il portiere di calcio

I pericoli possono originarsi lentamente e in un certo qual modo possono essere previsti; perché, tutto sommato, si tratterebbe di pericoli facili, e quindi se ne può programmare una contro-misura. Ma quando i pericoli sono improvvisi? Quando, meno lo si aspetta, ci può essere qualcosa che insidia la propria vita o quella dei propri cari? Ecco perché bisogna sempre essere vigilanti: stare sempre sul “chi vive” e non lasciarsi sorprendere. Un proverbio dice: Custodisci la pecora anche quando non vedi il lupo. E’ la sapienza di chi sa che come non bisogna disperare perché gli uomini non sono tutti cattivi, non bisogna nemmeno essere ingenui e credere che tutti gli uomini siano buoni. La natura umana è ferita: c’è stato il peccato originale.

Un portiere di calcio, anche quando il pallone è lontano, passeggia su e giù in prossimità della porta che deve custodire. Sa che prima o poi il pericolo arriverà e spesso senza preannuncio. I muscoli di un portiere non sono mai rilassati, ma sempre pronti a tendersi anche per poter parare l’impossibile: per lanciarsi da un palo all’altro.

L’uomo non ha la capacità di volare, ma certamente può saltare, slanciarsi per il desiderio di proteggere. Se c’è da proteggere ciò che ha di più caro, l’uomo avrà sempre la forza di rendersi leggero come un uccello. Anzi, come un portiere un portiere di calcio.


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