SOSTA: Perché, se non si fa l’esame di coscienza, non si è uomini veri?

Cos’è che davvero contraddistingue l’uomo dagli anmali? La coscienza. Potremmo dire più precisamente: l’autocoscienza, ovvero la capacità di sapere di essere se stessi. Ricordiamo ancora una volta che mentre l’animale vive, solo l’uomo sa di vivere…e quindi sa anche diu morire. Questa autocoscienza attesta la natura anche spirituale, e quindi non solo corporea, dell’uomo.

Eppure l’uomo è tentato a vivere in maniera in-cosciente, cioè senza coscienza. Ovviamente questo a primo acchitto (ma solo a primo acchitto) fa sembrare più comoda la vita, ma si tratta di una comodità che poi ad un inevitabile fallimento.

E così l’uomo che non sa fare o non vuol fare l’esame di coscienza di sé e dei suoi atti, è un uomo piccolo-piccolo che finisce con il tradire la sua natura.

Ciò è talmente vero che l’importanza dell’esame di coscienza lo avevano capito anche le menti più illuminate dei pagani. Seneca raccomandava: “La mattina devi darti pensiero delle cose da fare; la sera devi esaminare quelle fatte.”

Il Cristianesimo, poi, ha elevato l’esame di coscienza rendendolo decisivo per la salute dell’anima. San Francesco di Sales insegna e raccomanda: “La sera si deve andare a letto come al confessionale, cioè non senza aver fatto prima un buon esame di coscienza.” Così si può dormire in piena pace dopo aver chiesto perdono al Signore delle colpe commesse. E san Giovanni Crisostomo: “Voi tutti avete un registro su cui scrivete ogni giorno le entrate e le uscite per le spese. Certamente non andrete mai a dormire prima di aver fatto i vostri conti. E va bene: è un vostro dovere. Ma anche l’anima vostra ha diritto alle vostre cure vigilanti. La vostra coscienza è un libro aperto, su cui ogni sera dovete notare il guadagno e la perdita, gli atti virtuosi e le colpe. Quindi, ogni sera, prima di addormentarvi prendete a tu per tu l’anima vostra e ditele: ‘Su, anima mia; su, facciamo un po’ i nostri conti: che bene hai fatto oggi? Quale male hai commesso?’ Così, con il mio pentimento e con il perdono del Signore per ogni mio difetto o peccato commesso, posso dormire con l’anima in pace, e se il Signore venisse a prendermi durante la notte, mi troverà con l’anima in grazia”.


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