Il cristiano è tenuto a difendere la propria reputazione?

1.Scrive padre Adolphe Tanquerey in un suo preziosissimo libro, La divinizzazione della sofferenza:

A volte stimiamo la nostra reputazione anche più della salute e dei beni temporali. E’ certo doveroso vigilare su di essa ed evitare qualunque cosa che possa danneggiarla o diminuirla: la stima degli altri è un bene utile non solo per noi stessi, ma per esercitare un’influenza legittima intorno a noi. Tuttavia, Dio consente in alcuni casi che, senza colpa da parte nostra, perdiamo questa buona fama. (…).  La ragione risiede nel fatto che l’umiltà è una delle virtù più eccellenti e il fondamento del nostro edificio spirituale, specialmente quando è praticata per amore di Dio. Questa è la ragione per cui i santi accettarono di perdere la loro reputazione e quando si videro calunniati risposero con san Francesco di Sales: “Non dicono che questo soltanto? Oh! Davvero non sanno tutto; mi lusingano, mi risparmiano; vedo che mi considerano meglio di me. Dio sia benedetto! Dobbiamo correggerci; se non merito di essere umiliato in questo, lo merito in molte altre cose; è sempre per gran misericordia che io sia trattato così benevolmente.” Il santo però aggiunge: “Nondimeno, faccio eccezione per alcuni crimini, così atroci e infami che nessuno dovrebbe subirne calunnia, qualora non ne sia davvero colpevole; senza contare che dalla buona reputazione -o viceversa dalla cattiva fama- di alcune persone dipende spesso l’edificazione o lo scandalo di molti. In questi casi, bisogna a buona ragione badare a riparare il torto ricevuto.” Tale era la condotta del Santo: voleva che la dignità episcopale fosse rispettata nella sua persona e si giustificava da certe calunnie che avrebbero compromesso il suo ministero. A parte questo, mai cercò di scusarsi o giustificarsi. Per riuscire meglio in questi propositi, egli patì ogni umiliazione o affronto per amore di Gesù rimettendo a Lui la custodia della propria fama.

2.Ecco dunque la posizione corretta: difendere la propria reputazione qualora le offese andassero a ledere l’ autorevolezza del proprio ruolo al servizio del Regno di Dio. Passarci sopra e accettare tutto senza reagire qualora le offese dovesse riguardare il proprio essere.


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2 Comments on "Il cristiano è tenuto a difendere la propria reputazione?"

  1. Salve, in che senso “qualora ne sia davvero colpevole?” Non dovrebbe essere “ad eccezione che ne sia davvero colpevole”?

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