Martedì di Passione

Introito

(Salmo 26,14 e 1)

Riponi la tua fiducia nel Signore, opera virilmente e fatti animo: spera nel Signore! Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: chi ho da temere? Riponi la tua fiducia.


Colletta

Ti siano accetti, o Signore, i nostri digiuni;  purificandoci, ci rendano degni della tua grazia e ci conducano agli eterni rimedi.


Lettura 

(Daniele 14,27-42)

Quando i Babilonesi lo seppero, ne furono molto indignati e insorsero contro il re, dicendo: «Il re è diventato Giudeo: ha distrutto Bel, ha ucciso il drago, ha messo a morte i sacerdoti».  Andarono da lui dicendo: «Consegnaci Daniele, altrimenti uccidiamo te e la tua famiglia!». Quando il re vide che lo assalivano con violenza, costretto dalla necessità consegnò loro Daniele. Ed essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni. Nella fossa vi erano sette leoni, ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore: ma quella volta non fu dato loro niente perché divorassero Daniele. Si trovava allora in Giudea il profeta Abacuc il quale aveva fatto una minestra e spezzettato il pane in un recipiente e andava a portarlo nel campo ai mietitori. L’angelo del Signore gli disse: «Porta questo cibo a Daniele in Babilonia nella fossa dei leoni». Ma Abacuc rispose: «Signore, Babilonia non l’ho mai vista e la fossa non la conosco». Allora l’angelo del Signore lo prese per i capelli e con la velocità del vento lo trasportò in Babilonia e lo posò sull’orlo della fossa dei leoni. Gridò Abacuc: «Daniele, Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato». Daniele esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano». Alzatosi, Daniele si mise a mangiare, mentre l’angelo di Dio riportava subito Abacuc nel luogo di prima. Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e giunto alla fossa guardò e vide Daniele seduto. Allora esclamò ad alta voce: «Grande tu sei, Signore Dio di Daniele, e non c’è altro Dio all’infuori di te!». Poi fece uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina ed essi furono subito divorati sotto i suoi occhi.


Vangelo

(Giovanni 7,1-13)

Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e va’ nella Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. Nessuno infatti agisce di nascosto, se vuole venire riconosciuto pubblicamente. Se fai tali cose, manifèstati al mondo!». Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. Gesù allora disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto, il vostro invece è sempre pronto. Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di lui io attesto che le sue opere sono cattive. Andate voi a questa festa; io non ci vado, perché il mio tempo non è ancora compiuto». Dette loro queste cose, restò nella Galilea. Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto. I Giudei intanto lo cercavano durante la festa e dicevano: «Dov’è quel tale?». E si faceva sommessamente un gran parlare di lui tra la folla; gli uni infatti dicevano: «È buono!». Altri invece: «No, inganna la gente!». Nessuno però ne parlava in pubblico, per paura dei Giudei.


Meditazione

1.Il Salmo 26 dell’Introito dice che bisogna riporre in Dio la propria fiducia: “Riponi la tua fiducia“. Il verbo riporre significa consegnare, ma si tratta di una consegna “ordinata”. D’altronde può, per esempio, accadere che i bambini, dopo aver giocato, lascino alla rinfusa i loro giocattoli e quindi la mamma dice loro: “Dovete riporre i giocattoli nel cesto!” E così si evita il disordine.

2.Dunque, riporre in Dio la propria fiducia vuol dire porre la propria capacità di affidarsi nel “luogo” più consono possibile affinché si faccia giusto ordine. Qual é questo “luogo”? E’ il Cuore di Dio, è il suo infinito amore; quell’infinito amore che ci desidera con Lui per l’eternità e che fa di tutto perché questo si realizzi.


Alla Regina dello Splendore

Madre, fa che capisca sempre più quanto debba “riporre” tutta la mia fiducia nel Cuore del tuo Divin Figlio.

Aiutami in questo tenendomi la mano.

Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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