Il Vangelo e l’Epistola di questa domenica ci scongiurano di non permettere che la nostra vbita si divida fra due opposte tendenze. Nessuno può servire due padroni: lo spirito e la carne, Dio e il denaro. Bisogna scegliere. Ciò che è utile e buono ci sarà dato in sovrappiù della magnanima provvidenza del Padre celeste, che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli dei campi. Lo Spirito di Dio, che ha creat in noi l’uomo nuovo, ispira la nostra scelta. Una lotta s’impegna tra le nostre tendenze cattive: orglio, egoismo, desiderio di godere, che escluydono Dio, e tutto ciò che invece tende verso Dio e a Lui ci avvicina. La colletta della Messa è l’espressione d’una fiducia totale e di un abbandono filiale nelle mani di Dio. Il sentimento vivissimo dell’impotenza umana non impedisce la sereneità del cristiano; egli ripete, con insistenza ancora maggiore, la sua gioia di appartenere a Dio e di vivere sotto la sua vigilanza protezione. La Chiesa ci indica in questo senso la via, facendoci cantare gli inni della confidenza e della fede: “E’ meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. L’Angelo del Sgnore si stabilirà accanto ai fedeli e li libererà; gustate e vedete quanto è dolce il Signore”.
Introito
(Salmo 83,10-11)
Sei il nostro scudo, o Dio, guarda e rimira il tuo Consacrato: poiché un giorno passato nel tuo luogo santo vale più di mille altri.
(Salmo 83,2-3)
O Dio degli eserciti, quanto amabili sono le tue dimore! L’anima mia anela e spasima verso gli atrii del Signore.
Colletta
Custodisci, o Signore, la tua Chiesa con costante sollecitudine e poiché senza di Te vien meno la nostra natura mortale, col tuo aiuto sia sempre strappata a quanto le nuoce e guidata verso ciò che può salvarla.
Epistola
(Galati 5,16-24)
Fratelli, camminate secondo lo spirito e non soddisfate i desideri della carne. Infatti la carne ha desideri contrari allo spirito e lo spirito desideri contrari alla carne, essendo queste cose opposte fra loro in modo che non potete fare tutto quel che vorreste. Ma se siete guidati dallo spirito, non siete sotto la legge. Si conoscono facilmente le opere della carne che sono la fornicazione, l’impurità, l’impudicizia, la lussuria, l’idolatria, i venefici, le inimicizie, le contese, le gelosie, l’ira, le risse, le discordie, le sette, le invidie, gli omicidi, le ubriachezze, le gozzoviglie, ed altre simili cose, riguardo alle quali vi avverto, come vi ho già avvertiti, che chi fa tali cose non conseguirà il regno di Dio. Invece è frutto dello Spirito la carità, la gioia, la pace, la pazienza, la benignità, la bontà, la longanimità, la mansuetudine, la fedeltà, la modestia, la continenza, la castità. Contro siffatte cose non v’è legge. Ora quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne coi suoi vizi e le sue concupiscenze.
Graduale
(Salmo 117,8-9)
E’ meglio confidare nel Signore che confidare nell’uomo. E’ meglio sperare nel Signore che sperare nei prìncipi. Alleluia, alleluia.
(Salmo 94,1)
Venite, esultiamo nel Signore, rallegriamoci in Dio nostra salvezza. Alleluia.
Vangelo
(Matteo 6,24-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Nessuno può servire due padroni, sicuramente o odierà l’uno e amerà l’altro, o sarà affezionato al primo e disprezzerà il secondo. Non potete servire a Dio e a mammona. Perciò vi dico: Non siate troppo solleciti per la vita vostra di quel che mangerete, né per il vostro corpo di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli dell’aria: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il vostro Padre celeste li nutre. Ora non valete voi più di loro? E chi di voi, con tutto il suo ingegno può aggiungere alla sua statura un solo cubito? E perché vi prendete cura per il vestito? Guardate come crescono i gigli del campo: non faticano, né filano; eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu mai vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste in questa maniera l’erba del campo, che oggi c’è e domani viene gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede? E non vogliate angustiarvi dicendo: ‘Che mangeremo, che berremo, di che ci rivestiremo?’ Tutte queste cose preoccupano i Gentili; ora il Padre vostro sa che avete bisogno di tutto questo. Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta“.
Meditazione
1.”Non siate troppo solleciti per la vita vostra…” dice Gesù. In questo caso “essere solleciti” non vuol dire non occuparsi di ciò che si deve fare, di ciò che si deve programmare, né, tantomeno, di tutto ciò che ordinariamente può servire per poter vivere. No, Gesù intende altro; intende il pre-occuparsi, ovvero l’ansia di credere che ci si possa trovare soli nel vivere, nell’agire, nel lavorare, nel custodire, nel proteggere ciò che si deve proteggere.
2.La preoccupazione, che in questo caso è diversa dall’occupazione, è il segno che si è incapaci di abbandonarsi alla Provvidenza di Dio, la quale, se se ne ha davvero fiducia, mai potrà far mancare il necessario.
3.Insomma, bisogna agire facendo tutto il possibile, senza ansia, ben sapendo che si è sempre nelle mani di Dio.
Alla Regina dello Splendore
Madre, Tu sei colei che più vivi in confidenza della Provvidenza.
Anzi: sei la Madre della Provvidenza.
Aiutami a semplicemente e serenamente occuparmi delle cose di cui mi devo occupare, ma senza mai preoccuparmene.
Prendimi per mano e fammi camminare nella pace e nella fiducia al Tuo Divin Figlio.
Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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