APOLOGETICA OSSERVANDO: Un cipresso

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti. Ed è la realtà che ci rimanda alla bellezza della Verità Cattolica … perché tutto è cattolico, perché tutto è di Dio!’


Le mani giunte verso l’alto…questo è un cipresso. Le mani giunte per pregare. Verso l’alto, perché la preghiera non la si può fare a se stessi. Sarebbe ridicolo: nessuno può darsi ciò che non ha. E’ l’alto ciò che ci conduce. E’ l’alto ciò che ci orienta. E’ l’alto ciò che ci “risolve”.

Ramón Gómez de la Serna Puig (1914-1963) è stato uno scrittore spagnolo con una poetica tutt’altro che condivisibile, anzi: molto anarcoide e dissolutrice. Eppure egli ci dà una bella definizione di quest’albero e dice: “Il cipresso è un pozzo che si è fatto albero”. Infatti, la forma parla chiaro: il cipresso è sottile e molto lungo. Sembra proprio un pozzo che invece di essere scavato nella terra, va verso l’alto e punti al cielo.

E’ proprio la parola “pozzo” che ci sta molto bene. Si potrebbe dire: il cipresso è un tubo che invece di essere adagiato a terra è ritto verso il cielo; oppure: il cipresso è come una grande penna che invece che essere orizzontale è verticale. No! Ci sta bene proprio la parola “pozzo”. Perché? Perché piantando cipressi, per esempio nei cimiteri, l’uomo vuole orientare verso il cielo proprio ciò che ha dentro, in quel “pozzo” segreto e intimo che costituisce il suo vivere.

Guardare un cipresso è capire che ogni nostro problema anela a non rimanere staticamente soffocato nel pozzo della propria inquietudine e illusoriamente risolto in quella sciocca “morfina” che si chiama distrazione, bensì elevato, anzi lanciato nel Cielo…per farsi ascoltare da Dio.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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