SOSTA – Perché non si possono separare il sangue di Gesù e le lacrime di Maria?

Scrive padre Serafino Tognetti (Con Maria sotto la Croce, in “Presenza Divina” – marzo 2024):

Maria partecipa alla redenzione operata dal Cristo divenendo in quel momento “corredentrice” del genere umano. Il sangue di Gesù e le lacrime di Maria: mai separarli. La lancia del centurione e la spada predetta da Simeone sono congiunte per sempre. La Madonna vede nel Figlio le terribili conseguenze del peccato e le comprende perfettamente, poiché Ella era senza peccato. La morte del Figlio è la purificazione e il perdono, in atto prima, di tutti i peccati, quindi Maria vede in diretta -per usare un linguaggio televisivo moderno- e per prima, il prezzo della salvezza universale, ossia il peso della misericordia divina. Lo realizza in modo traumatico, esplosivo, definitivo, come se tutto il dolore e tutta la misericordia si travasassero dentro di Lei in un momento solo. La venerabile Costanza Zauli, fondatrice delle Ancelle Adoratrici di Bologna, ricevette questa parola dal Signore Gesù: “Le ore più grandi di mia Madre furono dalla morte di croce alla resurrezione”. Che significa questo? Si capisce dal fatto che in quelle ore Ella è l’unica creatura al mondo che crede. Nell’assenza visibile del Verbo della vita, ora è Lei sola e prima depositaria della misericordia divina, passata totalmente da Gesù a Lei. Gesù muore; e chi porta ora il peso della misericordia è una persona sola in tutto il mondo, la Madonna. Alcuni Padri della Chiesa parlano della Vergine come di un greto essiccato del fiume che raccoglie tutte le acque che sgorgano dal costato di Cristo. La misericordia di Dio non va, quindi, perduta nell’atto della morte del Cristo, ma si travasa: tutta!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

1 Comment on "SOSTA – Perché non si possono separare il sangue di Gesù e le lacrime di Maria?"

  1. Paola Liberotti | 22 Marzo 2024 at 12:40 | Rispondi

    A TE UNA SPADA TRAFIGGERA’ L’ANIMA”: MEDITAZIONI SUI SETTE DOLORI DI MARIA

    Ippolito Fortino è l’autore di “A te una spada trafiggerà l’anima – Meditazioni sui Sette Dolori di Maria” (Edizioni Paoline, pagg. 48, euro 3,50): un agile, piccolo libro intriso di ardente spiritualità mariana, che offre profonde meditazioni evangeliche dedicate a Maria Santissima Addolorata. Per l’occasione, si ricorda che secondo il Calendario Liturgico Tradizionale, l’ultimo venerdì di Quaresima prima della Domenica delle Palme è dedicato proprio alla celebrazione dei Sette Dolori della Madonna: quest’anno, quindi, cadrà il prossimo venerdì 22 marzo.

    Questo itinerario di preghiera e contemplazione propone la scoperta evangelica del cammino interiore della Vergine. Attraverso il dolore, annunciato dalla profezia di Simeone nel Tempio di Gerusalemme, ella scopre e riscopre la Volontà di Dio su suo Figlio e dunque su di lei, alla Quale ella sarà sempre fedele, senza alcun cedimento, per tutta la vita.

    Ne consegue, dunque, che chi decide di vivere il Vangelo “sul serio”, ovvero nella sua pienezza, avrà nella Madonna Addolorata la perfetta compagna “del” e “nel” dolore: questo è un “passaggio” ineluttabile per ognuno di noi, nel quale lasciarsi sempre guidare e sostenere, lungo gli impervi sentieri di questa esistenza, dall’Amore Eterno del suo Figlio e Nostro Signore.

    Paola Liberotti

Leave a comment

Your email address will not be published.


*