Perché alle volte la cecità fisica può rendere più visibile Dio?

1.La vista è un dono bellissimo. Non riusciremo mai adeguatamente a riflettere e a ringraziare per la grazia di poter vedere, scrutare, ammirare. Non è un caso che per significare l’impossibilità di capire, di conoscere ed eventualmente di comprendere, si utilizzi proprio il verbo vedere oppure il termine luce. “Non riesco a vederci bene in questa situazione“, cioè: “Non riesco a capirci nulla“. Oppure: “Non c’è luce in ciò che sto cercando di capire“. Nei Vangeli le guarigioni che Gesù opera per liberare dalla cecità sono anche il simbolo di come Egli, Luce, sia venuto a dissipare la cecità di coloro che sono o vogliono rimanere nel peccato.

2.Eppure, anche quando il Signore dovesse permettere questa dolorosa patologia, c’è la possibilità di non smarrire la luce. Sappiamo che Dio non permette mai delle prove senza dare adeguata grazia per vivere in perfetto amore la sua volontà. Anzi, queste grazie sono sempre sovrabbondanti. Poi, ovviamente, dipende da come si corrisponde ad esse. Ebbene, un uomo cha ha la vista, ma la chiude insipientemente per immergersi nell’errore, è molto più “cieco” di colui che, pur non avendo la vista, riesce a conservare uno “sguardo” di verità sulla sua vita, riconoscendo Dio.

3.Leggiamo questo edificante episodio narrato in In Corde Jesu del padre gesuita Louis Mendinzabal: “Il padre Raffaele Reyes insegnava lettere in un seminario. Era ancora giovane quando rimase cieco e così non poté essere ordinato sacerdote. Ma il padre Reyes che viveva fortemente la realtà del suo intimo dialogo con Cristo, scrisse in quell’occasione una poesia meravigliosa. In essa diceva:Quando ero piccolo mia madre era solita avvicinarsi a me di nascosto, mettermi le mani sugli occhi, per domandarmi poi: ‘Chi è’. Io, che la riconoscevo, rispondevo abbracciandola: ‘Sei la mia mamma!’. Ora sono ormai grande e sei venuto tu, Dio mio, e mi hai posto le mani sugli occhi e mi chiedi: ‘Chi sono?’. Io riconosco la tua voce e le tue mani e rispondo: ‘Sei mio padre!’ E il mio desiderio è che Tu ritiri le tue mani, affinché io possa contemplare il Tuo volto e abbracciarti per tutta l’eternità.’.”


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