1.Con la scelta della Croce, Dio deciderebbe di “svuotarsi”: kenonis. L’insegnamento tradizionale afferma, invece, che la scelta della Croce è stata un atto libero con cui Dio ha deciso di immolarsi, ma senza perdere la sua onnipotenza. Molti teologi contemporanei sostengono che tale “svuotamento” sia stato un volontario “annullamento”. Il filosofo marxista tedesco, Ernst Bloch, afferma che l’essenza stessa del Cristianesimo sia l’ateismo, cioè il disperdersi di Dio nel mondo e nella storia umana. Secondo Bloch, i racconti biblici erano originariamente rivoluzionari e di contestazione contro Dio. Poi, durante l’esilio in Babilonia, per opera soprattutto dei sacerdoti Esdra e Neemia, sarebbe cominciata la revisione del testo sacro. Cristo rappresenterebbe l’uomo-dio che in un certo qual modo si sarebbe sostituito a Dio Padre, facendo sì che l’antropologia si sostituisse alla teologia. La connotazione gnostica a riguardo è molto chiara. Insomma, solo nel Cristianesimo ci sarebbe la completa sostituzione di Dio con l’uomo. In tal modo il Cristianesimo diventa prassi storica. Una prassi storica che deve essere funzionale alla realizzazione di una società perfetta (utopia). Queste concezioni sono di origine marxiste e poi hanno preso campo soprattutto nel mondo protestante.
2.Con tali idee si cerca di operare tanto una de-ellenizzazione quanto una de-mitizzazione del Cristianesimo. De-ellenizzazione: eliminare le categorie della metafisica greca, perché troppo rigide e legate alla sostanza dell’essere. De-mitizzazione: depurare il Cristianesimo da tutto ciò che avrebbe a che fare con lo straordinario e il miracoloso. Il Cristianesimo andrebbe pertanto giudicato non partendo dal dato della fede, bensì della storia. La Chiesa non avrebbe mai conosciuto la verità comunicatagli da Cristo, ma l’avrebbe sempre e solo interpretata. I contenuti della fede non entrerebbero nel mondo dal di fuori, bensì verrebbero partoriti dal mondo. E quindi tra ateismo e cristianesimo non ci sarebbe più differenza, entrambi sarebbero interni al mondo e quindi interpretazioni dipendenti da situazioni esistenziali. L’ateismo di Nietzsche secondo cui “Dio è morto” non esprimerebbe una posizione anticristiana, ma andrebbe pienamente d’accordo col cristianesimo.
3.Tutto ciò comporta tre pericolosissime conseguenze.
- Prima conseguenza: i cristiani devono vivere nel mondo esattamente come vive il mondo, senza distinguersi in nulla.
- Seconda conseguenza: il Cristianesimo non deve avere un ruolo pubblico.
- Terza conseguenza: i confini del cristianesimo e della Chiesa si dissolvono: tutti stanno dentro la salvezza perché Dio si manifesterebbe nell’esistenza dell’umanità e la salvezza sarebbe ovunque.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Be the first to comment on "Per quali motivi una certa teologia contemporanea arriva ad affermare che il Cristianesimo dovrebbe essere “ateo”?"