1.Sant’Agostino diceva che è da stolti andare a scrutare i disegni di Dio. Ma è pur vero che Dio, con la sua Provvidenza, agisce sempre in maniera logica e con un po’ di sforzo -spesso- tale logica la si può capire. E allora diamo una risposta a questa domanda.
2.Prima di tutto dobbiamo dire che che l’Incarnazione è avvenuta nella pienezza del tempo. Così dice l’Antifona all’Introito della Messa dell’Ottava di Natale: Mentre la terra era immersa nel più profondo silenzio e la notte era a metà del suo corso, il tuo Verbo onnipotente, o Signore, scese dal Cielo, dal tuo trono regale. Tanto è vero questo che un certo mondo pagano avvertì l’arrivo della Luce. Svetonio (Vespasiano IV, 3) e lo stesso Tacito (Histr.lib V, 13) ci parlano di una comune e antica e costante persuasione, secondo la quale l’Oriente risorgerebbe e dalla Giudea verrebbe fuori un conquistatore del mondo. Mettendo in versi il canto greco della Sibilla Cumana, Virgilio parla di un fanciullo misterioso, la cui nascita avrebbe portato sulla terra il regno della giustizia e dato al corso dei secoli un nuovo indirizzo.
3.Poi a questo va aggiunto il valore provvidenziale di Roma. Certamente Roma perseguitò il Cristianesimo, ma è indubbio che la sua organizzazione e le sue conquiste facilitarono la rapida diffusione del Cristianesimo. Basterebbe pensare all’unità linguistica (la diffusione del latino), all’unità politica di tutto il bacino del Mediterraneo, all’organizzato sistema di comunicazioni e stradario. E anche alla diffusione del diritto romano che ha permesso una più facile evangelizzazione riconoscendo già un valore d’interlocuzione tra il singolo cittadino e lo Stato. Cosa che invece non vi era in Oriente. Monsignor Bossuet nel suo Il discorso sulla storia universale afferma che “(…) le legioni di Roma hanno marciato per Gesù”. Insomma, l’Impero era stato voluto da Dio per preparare la venuta del Figlio suo sula terra. Scrive Pio XII: “Nessuna città vince o vincerà il destino di Roma. Gerusalemme e il suo popolo non sono più la città e il popolo di Dio: Roma è la nuova Sion, e romano è ogni popolo che vive di fede romana. Città più popolose e ampie ha il mondo e ne vanno superbe le genti; città sapienti ebbe la storia delle Nazioni; ma città di Dio, città della Sapienza incarnata, città di un magistero di verità e di santità, che tanto sublima l’uomo da elevarlo sull’ara fino al cielo, non è che Roma, eletta da Cristo ‘per lo loco santo, u siede il successor del maggior Piero’ (Inferno, II, 23-24).” Vi furono anche dei segni straordinari che attestano il ruolo provvidenziale svolto da Roma. Famoso quello avvenuto nell’anno 56 dell’Impero, proprio quando a Betlemme nasceva Gesù. Da alcuni senatori fu proposto ad Ottaviano di farsi onorare come Dio. Egli non volle accettare e consultò una sibilla che gli disse: “Verrà dal cielo e rivestirà forme umane un Re per i secoli futuri, cui spetterà di giudicare il mondo.” Si udì poi dal cielo una voce che diceva: “Questo è l’altare di Dio” (aracoeli). Allora Ottaviano s’inginocchiò e adorò l’avvento del Verbo incarnato. Fu un episodio che avvenne negli appartamenti dell’Imperatore ed è lì che è sorta la celebre Basilica romana di Santa Maria dell’Aracoeli.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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