Perché ai bambini piace la realtà in miniatura?

1.Il noto scrittore inglese Clive Steaples Lewis (autore delle celebri Cronache di Narnia) scrive nel libro che racconta la sua conversione, Sorpreso dalla gioia: “Un giorno, mio fratello portò nella nostra stanza il coperchio di una scatola di biscotti che aveva ricoperto di muschio di fiori e ramoscelli per dare l’idea di un giardino o di una foresta giocattolo. Fu la prima cosa bella che abbia mai visto. Il giardino giocattolo fece quello che il giardino vero non era riuscito a fare. Mi permise di scoprire la natura: non come fonte di forme e di colori, ma come qualcosa di fresco, di rugiadoso, di giovane, di vitale“. Soffermiamoci su questo passaggio: “…il giardino giocattolo fece quello che il giardino vero non era riuscito a fare”. Insomma, quel bimbo aveva a disposizione un giardino vero, ma questo non era riuscito a stupirlo come stava accadendo con quel giardino in miniatura.

2.L’espressione chiave è: in miniatura. La miniatura affascina anche gli adulti, ma soprattutto i bambini. Ed anche se la miniatura è imperfetta (e non può non esserlo,  perché la realtà è sempre più complessa della sua imitazione), essa genera meraviglia. Perché questo? La risposta sta nel fatto che con la miniatura la realtà può essere guardata dall’alto. E, dall’alto tutto sempre più armonico, più ordinato, ma soprattutto tutto appare chiaramente finalizzato. Questa sensazione può essere facilmente vissuta guardando un video che mostra una città dall’alto. In tal modo, si capisce come tutte le vie, anche quelle più tortuose, anche quelle che sembravano non servissero, sono finalizzate ad un obiettivo che è il raggiungimento di una determinata mèta. D’altronde l’intellegibilità può avvenire proprio quando s’ingloba con il proprio sguardo l’oggetto che si osserva. Un esempio: per capire quanto sia la distanza da una località all’altra bisogna ridurre il territorio in cartina e così poterne constatarne visivamente il chilometraggio.

4.Sappiamo che esiste il fine per la nostra vita, in particolare, e per la realtà, in genere, ma non lo possiamo scorgere fin quando siamo immersi nella realtà stessa. Quando però saremo nell’eternità, capiremo il significato di tutti i fatti, anche i più banali, che si sono succeduti nella vita trascorsa. E questo perché rivedremo tutto da un’altra prospettiva, da quella dell’eternità…e dall’eternità tutto sarà in miniatura, e tutto ci apparirà ordinato, progettato e finalizzato.


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