1.Scrive il Libro della Sapienza (Capitolo 7):
L’ho amata più della sanità e delle belle forme e l’ho preferita alla luce, poiché splendore che proviene da essa non si offusca.
2.E ancora sempre il Libro della Sapienza (Capitolo 10):
La Sapienza diede ai giusti il compenso delle loro fatiche e li condusse per una via meravigliosa e fu per loro come ombra durante il giorno e come stella luminosa durante la notte.
3.Queste citazioni mettono in risalto due caratteristiche della Sapienza. Da una parte la luce, dall’altra la presenza. Infatti nella prima citazione viene detto che la Sapienza è la luce per eccellenza, una luce che addirittura mai si offusca, ovvero mai può far cadere nell’errore. Nella seconda citazione viene detto che la Sapienza è la più utile compagnia della vita perché è “ombra” di riparo dalla calura del sole e “stella” di orientamento nelle notti buie.
4.Sono proprio queste due caratteristiche, luce e presenza, che attestano l’intrinseca bellezza della Sapienza. E’ infatti con essa (cioè con la Sapienza) che si capisce quanto Dio sia tanto essere quanto esistenza. Dio è essere, perché esiste. Dio è esistenza, perché chiede di entrare nella nostra vita, non sopporta che siamo lontani da Lui, anzi vuole inabitare in noi.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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